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Settima antenna in centro a Granze

Il Comune l’ha voluta su suolo pubblico attratto dal canone Il comitato protesta. Il sindaco: «Vodafone ce l’ha imposta»

GRANZE. Una nuova antenna della telefonia mobile, collocata in centro al paese, a ridosso del cimitero. Preoccupa i residenti, riuniti nel comitato “No antenna vicino a casa”, l’annuncio dell’imminente installazione di una stazione radiobase della Vodafone. Il cantiere è partito in questi giorni. Si tratta della settima antenna a Granze. Sarebbe dovuta sorgere sul terreno di un privato, in via Gazzolo, a qualche centinaio di metri dal centro del paese. Ma l’amministrazione comunale ha preferito farla collocare su suolo pubblico. Avvicinandola però alle abitazioni e ad un parco giochi. A spiegarne le ragioni è stato lo stesso sindaco Bruno Bizzaro, sul notiziario comunale. «Considerato che la normativa non permette al Comune di vietare l'installazione delle antenne, è stata avviata una trattativa con Vodafone per dislocare l'impianto in area pubblica al fine di introitare il relativo canone che l'Amministrazione potrà utilizzare per il beneficio della comunità piuttosto che lasciarlo ad un unico soggetto privato» ha scritto. «Se fosse per me non vorrei certo nuove antenne, ma i Comuni hanno le mani legate e l’autorizzazione Vodafone ce l’ha» chiarisce Bizzaro. Il primo cittadino fa sapere comunque di aver inviato una lettera alla Vodafone, invitandola a sospendere i lavori per valutare una posizione alternativa lontano dalle abitazioni. Sul caso interviene anche Francesco Miazzi, esponente di “Lasciateci respirare” e consigliere comunale di Monselice. «In tutti i Comuni registriamo inoltre la mancanza delle specifiche competenze, in un campo come quello dell'inquinamento elettromagnetico che dagli studi recenti sta facendo emergere segnali preoccupanti per la salute» afferma Miazzi. «Granze è un caso emblematico, visto che si tratta di un piccolo Comune che ospita 7 stazioni radiobase. Il criterio non deve essere quello

di portare le antenne in luoghi di proprietà pubblica per incassare l'affitto dai gestori, ma scegliere i luoghi idonei che possono minimizzare il rischio per la popolazione. E questo lo si fa anche con tavoli negoziali e con il supporto di esperti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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