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Autovelox «abbattuto» sulla strada dei Vivai a Piove di Sacco

Installato da poco più di un mese, è stato tagliato di netto con un flessibile. Aveva già il record di multe inflitte: centinaia in pochi giorni. Dovrà essere nuovamente installato

PIOVE DI SACCO. Un taglio netto alla base del palo di ferro di sostegno. A distanza di poco più di un mese dalla sua installazione, l’autovelox posizionato sulla strada dei Vivai è già fuori uso a causa di uno o più teppisti. Poche settimane di vita ma decisamente intense, visto che il dispositivo elettronico nel frattempo non si è fatto mancare proprio nulla. All’inizio, infatti, si era parlato di questo autovelox per il record di multe inflitte nelle prime ore di funzionamento, tante da mandare in tilt gli uffici della polizia locale, trovatisi sommersi dalle istruttorie da notificare.

Poi per le polemiche legate alla decisione di tenerlo acceso soltanto in determinate fasce orarie, proprio per evitare di mandare in tilt gli uffici. Ora torna agli onori della cronaca per il suo “boicottaggio”, avvenuto nella notte tra sabato e domenica. I primi a esserne stati informati sono stati i carabinieri che intorno alle 3.30 hanno ricevuto le segnalazioni telefoniche di alcuni automobilisti che si sono accorti che l’autovelox giaceva inspiegabilmente sull’asfalto. Le forze dell’ordine sono intervenute, insieme ai vigili del fuoco, per sgombrare la sede stradale dall’insolito ostacolo. L’occhio elettronico, installato sul lato destro della carreggiata in direzione Piove di Sacco - Padova, da metà dello scorso dicembre registrava e sanzionava chi superava il limite di velocità prestabilito in quel tratto della Vivai, cioè di 70 chilometri orari. Forse l’altra notte qualcuno ha voluto vendicarsi per qualche pesante contravvenzione, scagliando la propria rabbia direttamente sull’autovelox.

Così, usando un flessibile, ha segato di netto il sostegno metallico, all’altezza di un metro dalla base. L’autore del gesto potrebbe avere raggiunto il posto direttamente in auto oppure avere risalito a piedi il terrapieno. Purtroppo per il “giustiziere” il gesto rimarrà fine a se stesso perché l’autovelox a stretto giro sarà riparato e rimesso in funzione. Il comune, infatti, paga semplicemente un canone di locazione alla ditta privata proprietaria della strumentazione che si occuperà direttamente della manutenzione e del ripristino. Per la soddisfazione delle casse comunali ma soprattutto per i risvolti positivi sulla sicurezza

stradale.

«L’effetto di deterrenza era stato ottenuto ampiamente» conferma a questo proposito il comandante della polizia locale, Francesca Prota «poiché nelle ultime settimane abbiamo registrato un sensibile calo della velocità lungo il tratto monitorato dalla strumentazione».

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