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Nuovo biodigestore della Sesa un impulso al teleriscaldamento

L’azienda crede nelle energie rinnovabili e pulite garantite dall’impianto a biogas di via Comuna Legambiente ha dubbi sulla provenienza delle biomasse e critica il fare profitto con l’energia elettrica

ESTE. La fine del 2012 ha portato con sé anche una sfilza di autorizzazioni ad impianti di biodigestione da realizzare nella Bassa Padovana. Da Ospedaletto a Sant’Urbano, passando per Stanghella, questi impianti – in realtà diversi l’un dall’altro – hanno accompagnato anche più di qualche polemica. Ad Ospedaletto Euganeo, in particolare, la pressione di cittadini e comitati ha ridotto la previsione di ben tre impianti alla realizzazione di un solo biodigestore, in via Lande, nei pressi degli impianti Sesa.

A proposito di Sesa, il circolo locale di Legambiente segnala come proprio negli impianti di via Comuna sia in funzione solo da qualche mese l’ennesimo biodigestore. L’impianto a biogas, con produzione di energia elettrica e calore da 999 kWe e circa 600 kWt, utilizza le biomasse prodotte nei terreni limitrofi.

La potenza elettrica viene ceduta alla rete al netto degli autoconsumi, mentre la potenza termica viene in parte inviata alle serre adiacenti tramite teleriscaldamento.

Il biodigestore, per poter funzionare in maniera ottimale, ha bisogno di circa 48 mc/giorno di biomassa. Legambiente etichetta positivamente l’impianto, ma avanza anche delle riserve: «Non è chiara la provenienza delle biomasse. L'elevata potenza elettrica prodotta, inoltre, se da un lato è giustificabile con tempi di recupero dell'investimento ridotti, dall'altro è piegata alla legge del maggior profitto. Sesa dovrà recuperare dal mercato una quantità di biomasse pari a 48 mc/giorno, pena il funzionamento parziale dell'impianto: il mercato locale è capace di sostenere tale carico?». Sesa risponde coccolando il nuovo biodigestore: «Serve per potenziare e sviluppare la rete di teleriscaldamento che già adesso è in funzione a Este e che assicura grandi vantaggi a tutta la collettività. La questione è molto semplice: la nostra società, per funzionare, ha bisogno di energia e di calore, che si possono produrre acquistando il metano o utilizzando gli inceneritori, a cui Sesa si è sempre opposta. Oppure, e questa è la nostra scelta, attraverso le energie rinnovabili. I biodigestori sono l´alternativa ecologica agli inceneritori. Per questo ci si è avvicinati al mondo agricolo, per dare il via ad un procedimento che serve per reperire

l´energia che ci manca per aumentare il servizio ad Este. Non dimentichiamo che l´estensione della rete del biogas permetterà di spegnere diverse caldaie, punti di emissione di polveri che verranno dismessi una volta esteso il teleriscaldamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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