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Città metropolitana, è l'ora della conta: lunedì Consiglio a Padova

Lunedì

in aula a palazzo Moroni si discutre e si vota sia sulla delibera della giunta che indica l'adesione alla Provincia di Venezia e quindi alla Città metropolitana già prevista dal decreto del governo, sia sulla mozione del Pdl per il referendum consultivo. E Zanonato incontra i colleghi sindaci

PADOVA. Doppio appuntamento sulla città metropolitana ieri a Padova e Cadoneghe. Il sindaco Flavio Zanonato ha invitato i primi cittadini della provincia a palazzo Moroni per un secondo incontro dopo quello del 5 novembre. Il Comune capoluogo procede spedito verso la ratifica formale dell'adesione: la delibera è già stata approvata in giunta e ora deve passare al vaglio del Consiglio comunale “monotematico” convocato per lunedì, quando si voterà anche la mozione presentata dal Pdl sul referendum consultivo. Ma cosa faranno gli altri Comuni della provincia di Padova?

Alla riunione di ieri pomeriggio hanno partecipato circa venti amministrazioni e Zanonato ha ribadito i punti di forza dell'adesione alla Città metropolitana (tecnicamente la delibera della giunta di Palazzo Moroni indica l'adesione di Padova alla Provincia di Venezia, che in base al decreto è destinata a diventare Città metropolitana, e l'allargamento della nuova realtà anche a Treviso), ponendo l'accento sulle funzioni “potenziate” che avrebbe rispetto alla prospettata Provincia Padova-Treviso. L'incontro è stata l'occasione per una “conta” sommaria di chi è già convintamente per il sì, chi dice no e chi è ancora incerto.

Di fronte alla platea, insieme a Zanonato, c'erano Mirco Gastaldon di Cadoneghe, Luca Claudio per Abano Terme e Massimo Bordin per Montegrotto Terme. In prima fila c'era Alessandro Bisato, sindaco di Noventa Padovana. Hanno preso la parola per esprimere il loro sostegno anche i rappresentanti di Rubano e il sindaco di Megliadino San Vitale Barbara Mizzon. Tra i favorevoli si contano anche Torreglia, Sant'Angelo di Piove, Arzergrande, Arre, Loreggia, ed Este, presente virtualmente.

«Tra una Ferrari e un trattore preferisco una Ferrari - spiega Francesco Vezzaro, sindaco di Vigodarzere, in riferimento ai diversi poteri di Città metropolitana e Provincia - ai miei cittadini cosa racconterò quando mi chiederanno perché c'è un trattore? Sono disposto ad andare sotto in Consiglio comunale, ma porterò avanti questa delibera».

È sulla stessa lunghezza d'onda Marcello Costa, primo cittadino di Curtarolo: «O diciamo che Padova ci lascia in braghe di tela o prendiamo una decisione. La nostra è di seguire il Comune capoluogo». È invece critico il sindaco di Villafranca, Luciano Salvò: «Pensavo fosse un incontro a porte chiuse e invece mi trovo ad un convegno. Ma io voglio parlare di fatti concreti, qui si chiede l'adesione a un processo politico importantissimo senza il supporto di fatti tecnici».

Posizione simile a quella di Elisa Venturini, sindaco di Casalserugo, che parla di «atto di fede». Sul «no» si contano anche Veggiano, Saonara, Selvazzano e Maserà. Ancora indeciso Enrico Rinuncini, sindaco di Ponte San Nicolò: «Ne voglio prima parlare con i miei cittadini, per questo prima del consiglio comunale ho convocato un incontro pubblico».

Un appello ai sindaci a schierarsi per il sì arriva anche dai consiglieri provinciali del Pd Paolo Giacon, Floriana Rizzetto e Fabio Rocco. Nel corso del convegno di Cadoneghe, svoltosi a villa Mocenigo

e moderato dal giornalista Renzo Mazzaro, il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, si è impegnato a tradurre in emendamenti al decreto legge sul riordino delle Province le delibere che i Consigli comunali approveranno nei prossimi giorni in favore della Città metropolitana.

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