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A Vicenza, ma con l’Usl dell’Alta

Al cambio di provincia, San Pietro in Gu manterrà gli stessi servizi sanitari

SAN PIETRO IN GU. Il “trasloco” di San Pietro in Gu in provincia di Vicenza, se e quando avverrà, non avrà conseguenze sui servizi sanitari. Lo chiarisce il direttore generale dell’Usl 15 Francesco Benazzi, tranquillizzando medici e pazienti che cominciavano a pensare di venire “trasferiti d'ufficio” all'Usl 6 e a domandarsi cosa sarebbe successo all'indomani del cambio di provincia. Non solo per le prestazioni “di base” fornite dai camici bianchi e dal distretto sanitario di Carmignano (prelievi, vaccinazioni, guardia medica). Le preoccupazioni, soprattutto per le decine di pazienti cronici seguiti a Carmignano, erano rivolte all'Utap (Unità territoriale di assistenza primaria.

Struttura sanitaria d’avanguardia, in soli tre anni ha raggiunto «livelli di eccellenza esemplari». Benazzi non esita a definirli così, confortato «dai riscontri dell'utenza» da una parte e dalle statistiche della direzione sanitaria Usl dall’altra. Dover rinunciare alla qualità e alla gamma delle prestazioni che l'Utap “Medoacus” è riuscita a mettere in campo dal 2009 è un rischio che né i medici convenzionati né i loro pazienti vogliono correre.

«Ho avuto modo di parlarne con il vice sindaco Tiziano Zampieron», rassicura Benazzi, «delegato alla sanità per l'amministrazione comunale guadense. All'atto del passaggio di provincia, il Comune chiederebbe subito alla Regione la deroga per restare con la nostra azienda sanitaria».

Dato però che la burocrazia viaggia a velocità diverse da ente a ente, tra la “fase 1” (l’eventuale cambio di provincia) e la “fase 2” (la richiesta comunale della deroga e la concessione regionale a rimanere nell'Usl 15 Alta Padovana) è molto probabile che i tempi non collimino. Nel frattempo, dove ci si andrebbe a curare? Nemmeno questo è un problema, rassicura Benazzi: «Noi garantiamo e garantiremo la continuità di tutti i servizi socio-sanitari». Insomma, tra l'ultimo giorno da padovani e il primo da vicentini, dal punto di vista sanitario non cambierebbe nulla. Nemmeno per quanto riguarda il servizio pediatrico.

La conferma l'hanno avuta dal sindaco Gabriella Bassi anche i 3 medici di famiglia del paese (Giovanni Bilato, Michele Righetto e Francesco Pertile) che hanno dato vita all'Utap con altri 11 colleghi di Carmignano, Gazzo e Grantorto (i Comuni del Distretto 2 di cui fa parte San Pietro in Gu) e sono coordinati dalla responsabile della “Medoacus”, la dottoressa Marina Procidano.

A ribadire la “fedeltà” all'Usl 15 è anche un volantino firmato da Gabriella Bassi e distribuito in questi giorni in paese. Ricordando che il voto pro Vicenza espresso un mese fa in Consiglio comunale da maggioranza leghista e Pdl non è vincolante ma solo propositivo, dato che l'ultima parola spetta al Governo, il sindaco conclude: «Per l'ospedale e i medici di famiglia il cambio non è automatico ed è nostra intenzione rimanere nell'Usl 15». L'Utap non è citata, ma fa parte dei servizi sanitari. Eccome. A San Pietro in Gu, però, «esercita l’unico medico del distretto che non ha aderito

alla “Medoacus”», spiegano i 14 camici bianchi consociati nell'Utap. «È l'unico Comune dove non ci è stato ancora dato modo di presentare i servizi della “Medoacus” alla popolazione insieme all'amministrazione comunale, come è invece avvenuto negli altri».

Gabriele Poletto

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