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Femminicidio nel Padovano Un lungo elenco di massacri

I casi più celebri: Elena Fioroni avvelenata dal marito medico, Federica Squarise violentata e uccisa in Spagna, Chiara Bernardi ammazzata per gelosia. E ai colpevoli non sempre condanne esemplari

Femminicidio. Fidanzate, mogli, amanti, compagne, donne che rifiutano le attenzioni di un uomo, o anche madri e figlie. Uccise da mariti, fidanzati, padri che prima su di loro sfogano rabbia, frustrazioni, gelosia. E poi le annientano. Solo nel Padovano e nelle vicine province negli ultimi anni i casi sono tantissimi. Molti con il medesimo copione.

Un elenco sconvolgente, di cui solo parzialmente diamo conto. Per ricordare i nomi di quelle donne massacrate da uomini con i quali, spesso, avevano diviso vita e sentimenti. Per ricordare che questo incubo continua per mano di medici, operai, ingegneri, impiegati, uomini di ogni provenienza sociale. Uomini maledetti e disperati.

E’ il marzo 2012 quando a Mozzecane (Vr) Gabriella Falzoni, 56 anni, viene strangolata con un foulard dal marito Giovanni Lucchese, 56 anni, impiegato. Lui è geloso, ossessionato, la sospetta di tradimento. L’anno prima, in luglio, da Marcon (Ve), scompare Lucia Manca, 52 anni, bancaria all’Antonveneta. I suoi resti vengono trovati 7 mesi dopo sotto il viadotto di Cogollo del Cengio (Vi). Il marito Renzo Dekleva, 57 anni, informatore scientifico, aveva un’altra, della moglie voleva liberarsi e lo diceva pure ai quattro venti. E’ in carcere accusato di omicidio. Attende il processo.

Nel settembre 2011 a Santa Maria di Sala (Ve) è ancora l’ossessione del possesso a uccidere, con le mani di Franco Manzato, 47 anni, camionista che taglia la gola alla moglie Elèna Para, 35 anni, di origini moldave. Lei ha un altro, ne è sicuro, ha le prove dice: la cocaina fa il resto. Nel 2010 a Villanova di Camposampiero è una giovane donna marocchina, 22 anni, Zineb Atif a morire per le decine e decine di coltellate con le quali il marito la punisce perché lei, stanca di una vita di botte e violenza, ripete che vuole tornare in Marocco. Ci tornerà in una bara. Laura Adelaide Leduc, 50 anni, di Miane (Tv) nell’aprile 2010, muore in casa: il marito Francesco Rizzi, 61 anni, le spara con una pistola in testa e al collo. E Luana Bussolotto, 27 anni, di Cinto Euganeo, soffocata con un sacchetto in testa dal compagno Luca Badoere di 24 anni, elettricista. Era l’aprile del 2010: nel dicembre con rito abbreviato l’uomo è stato condannato a 30 anni. Andrea Situk, romena di 28 anni, viene ammazzata con il marito Tiberio, e davanti al figlioletto, da Giacomo Attolini, 48 anni, a Mozzecane (Vr). Aveva cercato di violentarla, lei l’aveva denunciato e lui ha fissato un appuntamento con la coppia, per parlare di un possibile accordo: era un tranello, ha sparato. Attolini nel gennaio 2010 si è impiccato in cella, a Verona.

Muore, soffocata dal cuscino che il marito le preme sulla testa, Cristina Prior, 45 anni, di Marocco di Mogliano. Un periodo difficile, una lite per i debiti, l’uomo che implode nella più vigliacca delle violenze. Un figlio di 11 anni rimasto senza genitori. Il marito, Daniele Battocchio, 49 anni, è stato condannato in appello a 11 anni e 4 mesi.

Non accetta la fine del suo matrimonio, Domenico Digiglio, 47 anni, ex ispettore di polizia carceraria. Nel settembre 2009 a Campalto (Ve) spara cinque colpi di pistola contro la moglie, Emanuela Pettenò, 42 anni. Poi rivolge l’arma alla tempia e fa fuoco. E’ al lavoro, nella sede Usl di Conselve, giovane, bella e con un figlio piccolo: Chiara Bernardi, 23 anni, viene raggiunta dall’ex fidanzato Alessandro Milan che non vuole perderla. La uccide e si suicida. Era il 2008. Ed era estate quando Federica Squarise, 23 anni, di San Giorgio delle Pertiche, in vacanza in Spagna viene soffocata da un ragazzo ubriaco e drogato, che la vuole. L’assassino è stato condannato in Spagna a quasi 18 anni.

L’anno prima a Spinea Roberta Vanin, 44 anni, viene ammazzata dall’ex compagno nel proprio negozio di prodotti bio. Lui, Andrea Donaglio, 47 anni, insegnante di chimica, non può fare a meno di lei. E lo dimostra, tagliandole la gola. Sempre nel 2007 l’omicidio di Iole Tassitani, a Castelfranco: rapita, sequestrata per 12 giorni e ammazzata da Michele Fusaro, 41 anni, falegname di Bassano. E’ stato condannato a 30 anni con rito abbreviato. E condannato a 30 anni anche Adalberto Chignoli, 56 anni, che stressato per problemi finanziari ha zittito con un intero caricatore la figlia Camilla, 21 anni, nell’elegante villa in via Vecellio a Padova.

E’ febbraio del 2006 quando Elena Fioroni di 31 anni, viene prima sedata e poi avvelenata con iniezioni di uretano dal marito, medico, Gianluca Cappuzzo, 37 anni, che di lei voleva liberarsi e aveva organizzato un piano per ucciderla. Nel 2011 la Cassazione gli conferma la condanna a 26 anni.

E’ una donna, da 10 anni vedova, piena di vitalità, orgogliosa dei suoi figli e con una grande passione per il ballo e la compagnia. Norma Rado Mazzotti, 63 anni, di Trebaseleghe, ballando ha stretto amicizia con Primo Destro, 68 anni, ma poco di più. E men che meno vuole andarci ad abitare assieme. Il rifiuto

ancora una volta ripetuto, l’8 ottobre del 2006 le costa venti coltellate. Sono fermi in auto, lei cerca di difendersi e scappare ma non ce la fa. L’uomo è stato condannato in primo grado a 12 anni, pena ridotta a 8 anni dalla Corte d’assise d’appello da espiare in detenzione domiciliare.

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