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Pipitone dell’Idv lancia l’allarme sui presidi sanitari

«Este ha perso l’Università»

Zaramella accusa Piva di essersi lasciato sfuggire l’occasione

ESTE. Sanità, Este perde occasioni e rischia di perdere anche servizi. La denuncia è doppia e arriva da due partiti diversi, la Lega Nord e l’Idv. Il primo appunto sul futuro della sanità atestina arriva da Carlo Zaramella, consigliere della Lega Nord. Il leghista punta il dito contro la giunta di Giancarlo Piva per essersi lasciata sfuggire l’importante occasione di accogliere a Este un nuovo corso di laurea. Usl 17 e Università di Padova hanno deciso di destinare il centro “Cinque Dita” di Monselice come sede del Corso di laurea in Infermieristica. «Se per il territorio, inteso nella sua complessità e globalità, la presenza di un corso di laurea dell'Università di Padova è senza dubbio motivo di arricchimento, spiace constatare come la scelta della struttura di Monselice non sia comprensibile rispetto, ad esempio, ai locali della prestigiosa Accademia dell'Artigianato Artistico, sia per bellezza ma soprattutto per ampiezza e funzionalità».

La stessa commissione aveva espresso pareri entusiasti sulla sede atestina. Zaramella muove un appunto all’Usl 17 per la scelta di assegnare il corso a Monselice e attacca Piva: «Non si può fare “gli struzzi” e fare finta di non vedere. Este perde un'opportunità importantissima, soprattutto per le implicazioni occupazionali che avrebbe potuto determinare, a causa della inconsistenza politica dell'amministrazione Piva, che dimostra tutto il suo isolamento e la sua debolezza territoriale. Il sindaco cerca di camuffarsi con cipria e rossetto dietro al progetto di fusione con Ospedaletto Euganeo senza rendersi conto che proprio questa “promessa di matrimonio” rende ancora più lampante l'assoluta mancanza di leadership: oltre Ospedaletto, nessun altro dei Comuni contermini nemmeno si sogna di unirsi a Este».

Perso il corso universitario, c’è anche chi teme che con il nuovo polo di Schiavonia la città si svuoti dei servizi ospedalieri essenziali. Antonino Pipitone, consigliere regionale dell’Idv, se la prende con l’assessore veneto alla Sanità, Luca Coletto: «Ho presentato un’interrogazione in consiglio regionale e di fatto Coletto non ha risposto alle mie preoccupazioni. Quello che chiedo non è di mantenere attivi i reparti di un ospedale che va chiuso, ma di rispettare le indicazioni del Piano sanitario, che dice una cosa importante: cioè che i servizi devono essere dati sul territorio». Continua: «Quando si trasporta l'ospedale a diversi chilometri dal centro abitato si deve valutare se alcuni servizi di base debbano rimanere vicino alla popolazione. Penso agli anziani, alle famiglie, a chi non può spostarsi facilmente.

Questi cittadini potranno continuare a trovare ad Este una struttura che risponda alle esigenze di base? Ci vorrebbe un presidio, con costi limitati, che svolga i servizi essenziali, un'ecografia, un elettrocardiogramma, una visita cardiologica o diabetologica». (n.c.)

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