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Il rigore di Gucci, i colori di Mila Schon

Settantuno sfilate, 53 presentazioni, 132 marchi: è la Settimana della Moda che a Milano disegna la donna della primavera estate 2013

MILANO. Se crisi sarà, la affronteremo da perfette signore, infilate in abiti chiusi fino al collo, con le maniche a campanella e l’orlo che sfiora la rotula. Ondeggeremo in completi dalle tinte zuccherose su tacchi metafisici di cui ogni anno si dice no, più di così non si può, e che invece si alzeranno ancora di un paio di centimetri grazie a zeppe, lacci e incroci che in qualche modo ci ancoreranno a questa terra. Se crisi sarà, saremo dei bon bon talmente bon ton che quasi ce ne scorderemo anche grazie al garbato ottimismo del presidente della Camera della Moda Mario Boselli che, all’apertura della Settimana della Moda dedicata alle collezioni della prossima primavera-estate, ha annunciato per il 2013 una ventata di ripresa.

Milano accoglie così stilisti, buyer, giornalisti, blogger, fotografi, truccatori, parrucchieri e indossatrici pelle e ossa come se lo spread fosse una dichiarazione d’amore: 71 sfilate, 53 presentazioni, 132 marchi e un carosello di feste, happening, late dinner, after hour (inclusi i cinque giorni di fashion show di “Grazia” aperti alla città) che da ieri a martedì prossimo ci spiegheranno per filo e per segno cosa mettere nell’armadio in vista della prossima estate.

Le calorose - è meglio che lo sappiano subito - soffriranno come disperate. Gucci le coprirà dai polsi alle caviglie compensando tuttavia l’effetto forno con colori energetici: il rosso corallo, il turchese Maldive, il verde smeraldo, il blu elettrico, il bianco schiuma del mare.La tavolozza si spalma su pantaloni, bluse e abiti dalle linee asciutte che si sbizzarriscono solo nelle maniche, vere protagoniste dell’estate anche se faranno 40 gradi. Maniche a trombetta, a imbuto, a soffietto, a trapezio, a caraffa, a cono di gelato che nasconderanno la fatica di un anno di pilates.

Porta consolazione, da questo punto di vista, la passerella di Mila Schon che ha vestito la sua donna con mini abiti di paillettes, gonnelline tempestate di pietre preziose, camiciole smanicate incrostate di perline per riflettersi con gioia in un arcobaleno di verde menta, lilla e giallo canarino che fanno tanto anni Settanta. Il passato dei Sixties-Seventies ritorna anche dal marchio Fay che, indifferente anch’esso al termometro, manderà in spiaggia le sue signore in abiti di viscosa stretch, tweed colorato e inserti di vernice.

Se sarà crisi chi potrà si tirerà su il morale con shorts e giacca, tutto bianco, di John Richmond che ha fatto sfilare una ciurma di marinaie decisamente sexy immaginando che gli uomini ne abbiano abbastanza della messa in piega di Grace Kelly e preferiscano, diciamo, qualcosa di più sostanzioso.

Sembra invece appena uscita dall’acqua, quindi pronta a sgusciar via come un pesce, la donna di Alberta Ferretti: una sirena - viso e capelli bagnati - che termina in una coda tra frange di cristallo, corpetti di perline. Più che camminare, sembra sospesa nell’aria come in una bolla, dopo aver rubato alla madreperla i suoi bagliori per incollarseli al corpo.

Oggi tocca ad Armani, con la linea giovane Emporio, sugli ultimi sussulti della polemica con Roberto Cavalli che aveva accusato lo stilista di anticipare la sfilata infischiandosene degli altri. Di certo non baderà alle chiacchiere Parah New Generation: per la sua passerella di domenica ha ingaggiato Nicole Minetti.

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