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Padova, deturpato il monumento per la strage delle Torri gemelle

Teppisti con la fionda lanciano sassi contro l’opera di Daniel Libeskind. La parete di metallo e vetro che guarda il fiume deve essere sostituita

PADOVA. Non rispettano neppure la morte, anzi la prendono a sassate. I vandali hanno devastato il monumento alla strage delle Torri Gemelle di New York: l'11 settembre 2001 morirono oltre 3 mila persone bruciate vive dagli attentati dei terroristi di Al Qaeda. Il monumento padovano, firmato nel 2005 da Daniel Libeskind, è diventato bersaglio di continui atti di vandalismo.

La parete di metallo e vetro che guarda il Bacchiglione è ridotta a un colabrodo, presa a sassate scagliate verosimilmente con la fionda e rompendo una dozzina di lastre. A questo si aggiungono numerose scritte. Apparentemente non c'è un substrato di stampo politico che spieghi tale violenza: non una firma, non un simbolo che possa dare un indizio su chi ha ridotto così il monumento “Memoria e luce” di porte Cotarine, anche se l’inasprimento dei vandalismi in concomitanza con l’undicesimo anniversario della tragedia è sospetto.

Diversamente,le iscrizioni riportate sul vetro sono fatte con pennarelli neri, probabilmente indelebili e raccontano di amore e odio adolescenziale, un “ciao” e qualche soprannome tra un cuoricino e una stellina. Scritte facilmente lavabili, mentre difficilmente si potrà porre rimedio alle incrinature del vetro e ai buchi che perforano le lastre in tempo per l’anniversario dell’attacco alle Torri. La settimana prossima è previsto un sopralluogo ad hoc: l’idea è di sostituire le lastre che versano nelle condizioni peggiori (quelle perforate), anche se si tratta di un impegno oneroso, una decina di migliaia di euro ciascuna.

Lo scempio si è compiuto sulla facciata esterna del monumento, dal lato del canale. Tra la facciata e la riva ci sono degli arbusti in grado di offrire protezione ai vandali. Con tutta probabilità i buchi sulle lastre di vetro sono stati fatti usando gli stessi ciottoli che circondano il monumento: un tiro al bersaglio implacabile. Alcuni sassi hanno solo incrinato il vetro, altri lo hanno forato arrivando a colpire anche la lastra interna in materiale plastico. Per terra alcuni fazzolettini di carta testimoniano che gli angoli del monumento sono usati come bagno di passaggio. Sulla piazzetta che si affaccia su via Giotto i segni del vandalismo sono molto meno evidenti, giusto qualche ammaccatura. È lì che tra pochi giorni si terranno le celebrazioni per l'11 settembre con la deposizione di corone in ricordo delle vittime. Ma è sufficiente girare l'angolo. I tecnici del Comune avevano effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dei pannelli: alcuni danni erano noti da tempo. Già nel 2011 era stato denunciato un primo lancio di sassi ma le lastre sono state deturpate con scritte ed è impossibile capire per quanto la sassaiola abbia continuato ad essere il passatempo di un gruppo di balordi, né se ancora lo sia. I danni ammontano a migliaia di euro: le lastre sono prodotte con materiali molto ricercati e costosi. Non solo: c'è il timore che, una

volta sostituite, possano diventare nuovamente oggetto di vandalismi. C'è solo da sperare che almeno in occasione dell'anniversario della tragedia l'orda barbarica si fermi e il monumento “Memoria e luce” possa riappropriarsi della sua funzione originaria, un'opera d'arte che vince il dolore.

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