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Terremoto, servono 100 mila euro per mettere in sicurezza il Santo

Per tutto il giorno movimenti tellurici nelle zone dell’Emilia Romagna colpite da un secondo terremoto che ha provocato 17 morti, dopo quello del 20 maggio. Il governo decide l'aumento di 2 centesimi dell'accisa sulla benzina

PADOVA. Capannoni industriali sopravvissuti al sisma di dieci giorni fa venuti giù come pasta frolla,accartocciati come cartapesta. Il Duomo di Mirandola ridotto ad una facciata, tutt’intorno macerie quattrocentesche senza più storia. Cavezzo rasa al suolo, cancellata dalle carte geografiche in 30 secondi. L’Emilia che si stava rialzando dal terremoto del 20 maggio, crolla sotto il peso di un nuovo sisma. Più devastante del precedente. Più pesante. A cominciare dal bilancio delle vittime: 17 i morti.

Scosse che sono state avvertite anche a Padova, dove molta gente è scesa in strada e dove sono stati «sfregiati» i monumenti più importanti della città. Apartitra dalla Basilica del Santo, dove si è staccato un pezzo di «cielo stellato» affrescato sul soffitto, dietro l’altare. A Santa Giustina calcinacci in testa a un fedele, fortunatamente senza gravi conseguenza. Crepe in chiese e palazzi storici anche in Provincia. Evacuate scuole e università.

Il mattino di Padova continuerà a seguire in diretta con aggiornamenti ora per ora l’evoluzione della situazione nel Padovano, in Veneto e in Emilia, dopo il terremoto.

Ore 19.30. Servono 100 mila euro per restaurare il Santo. La "Veneranda Arca di S. Antonio", ente che si occupa della gestione della Basilica del Santo, coordinerà gli interventi urgenti per la messa in sicurezza della chiesa, anche in vista della festa del 13 giugno. "La somma per gli interventi necessari è piuttosto consistente, circa 70-100 mila euro - spiega in un comunicato il presidente dell'ente Gianni Berno - Non è ancora quantificabile la spesa per il successivo restauro. La Veneranda Arca di S. Antonio lancia un appello a tutti i benefattori che volessero intervenire a sostegno di questi primi interventi urgenti e necessari in vista delle prossime festività antoniane e dei successivi restauri".
Per offrire un contributo per i lavori alla Veneranda Arca è stato comunicato l'Iban in cui è possibile effettuare un bonifico bancario: IT77H062251215007400338845S (Bic IBSPIT2P). La causale è: "Conservazione e restauro Basilica di S. Antonio".
Resta chiusa al pubblico la Cappella delle reliquie, vicina alla "vela" dalla quale le scosse di terremoto hanno provocato la caduta di 3 metri quadri di intonaco affrescato dal Casanova. La conferma dell’inagibilità della zona absidale della Basilica, dove sono conservate le reliquie di Sant’Antonio, è giunta dopo l’ultimo sopralluogo da parte del rettore padre Enzo Poiana e del delegato pontificio, monsignor Francesco Gioia. Toccherà a quest’ultimo decidere quando dare inizio ai lavori di messa in sicurezza della parte del transetto da cui si è staccata una parte dell’intonaco. Solo con un ponteggio si potrà mettere in sicurezza il transito dei pellegrini, tradizionalmente molto intenso a ridosso della festa del Santo, il 13 di giugno.

Ore 19.00. Nella Bassa restano chiuse alcune scuole e chiese. A Casalserugo la scuola materna parrocchiale continua a restare chiusa in via precauzionale e l’attività per i circa 70 bambini è stata trasferita nella palestra della scuola media, dotata anche di un giardino con i giochi.
Resterà chiusa a tempo indeterminato, inoltre, la chiesa parrocchiale di Agna in attesa di indicazioni dei tecnici sulle crepe che si sono aperte nell’abside. Le funzioni religiose si tengono nelle chiese di Frapiero e Borgoforte, della stessa unità pastorale.
A Pontelongo nella giornata di ieri sono proseguite senza sosta le verifiche alla chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, al momento ancora chiusa in via precauzionale.
Ad Arzergrande, oltre alla colonna con la statua della Madonna in viale Pio X, è stato transennato in via precauzionale anche il campanile della chiesa parrocchiale.
 A Codevigo restano inagibile due classi della scuola media. Al termine dell’anno scolastico sarà tolto completamente l’intonaco per valutare la profondità delle crepe. Rimarrà chiusa invece sino all’8 di giugno la scuola materna della frazione di Santa Margherita.
Altro giorno di riposo, domani, per gli alunni delle scuole di Ponso e Carceri: preoccupano delle crepe nei due edifici e le amministrazioni aspettano il parere di esperti del settore per dare il via libera alla riapertura

Ore 18.30. Il sovrintendente del Veneto: "Più risorse per i beni culturali". La dichiarazione da parte della presidenza del Consiglio dei ministri dello stato di calamità per la provincia di Rovigo «apre la strada a prospettive migliori per l’utilizzo dei finanziamenti». Lo afferma il Soprintendente regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, l’architetto Ugo Soragni, che auspica un aumento dei fondi per contribuire a risolvere i danni subiti anche dai beni privati. «Domani a Roma conosceremo l’entità delle risorse disponibili - dice - e speriamo che con le scosse sia finita qui». Nella capitale Soragni riferirà al ministro dei beni culturali i dati raccolti dai soprintendenti dei capoluoghi veneti, tutti presenti stamani a Venezia per un summit sui danni dell’ultimo sisma. Prioritari risultano oggi la messa sicurezza delle chiese del Polesine (in primis Sant’Antonino di Ficarolo, il cui campanile è a rischio crollo, e quella di San Rocco a Calto), il monitoraggio della Basilica del Santo e di Santa Giustina a Padova, gli interventi dopo la caduta della statua dei giardino Papadopoli a Venezia e i danni in altre località del veneziano. «Si stanno cominciando a delineare gli importi necessari - afferma Soragni - ma sia chiaro che il nostro ministero non è deputato a intervenire in via surrogatoria su tutti i beni culturali non di proprietà dello Stato: su quelli di nostra proprietà o in consegna al ministero dei beni culturali, come potrebbe essere Palazzo Ducale (non toccato dal sisma, ndr.), dobbiamo intervenire per riparare i danni, ma per il resto interveniamo con le risorse che ci saranno messe a disposizione dal governo e laddove i soggetti proprietari mostrino di non avere le risorse per intervenire».

Ore 17.30. Montagnana sospende le feste in piazza. Il sindaco di Montagnana ha deciso in via precauzionale di sospendere tutte le feste di piazza. Un'eventuale nuova scossa, secondo il Comune, potrebbe provocare scene di panico difficilmente gestibili.

Ore 16.30. Caritas di Padova apre conto per raccolta fondi. La Caritas Padova, vicina alle popolazioni dell’Emilia Romagna e del Veneto, ha aperto una raccolta fondi a cui si può contribuire segnalando la causale “Terremoto 2012”. I fondi si raccolgono direttamente agli uffici di via Vescovado 29 a Padova, dal lunedì al venerdì con orario 9.30-12 e 15.30 -18; tramite versamento su c/c postale n. 10292357 intestato a Caritas Diocesana di Padova; tramite bonifico bancario intestato a Caritas Diocesi di Padova presso Cassa di Risparmio del Veneto, Ag. 20 IBAN IT 86 T 06225 12150 07400338020K

Ore 16.00. Sindaco di Mestrino chiude scuole fino a lunedì. Il Sindaco di Mestrino, Marco Valerio Pedron, con un'ordinanza, nonostante l'assenza di danni e di pericolo ai plessi scolastici comunali, ha ordinato in via cautelativa la chiusura delle tre scuole comunali fino a lunedì 4 giugno.

Ore 15.00. Monti: "Evitare l'aumento dell'Iva". «Credo si debba evitare l’aumento dell’Iva, però vedremo». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, rispondendo a chi gli chiedeva se si renderà necessario ritoccare l’Iva, dal momento che le risorse derivanti dalla spending review saranno destinate alle popolazioni colpite dal sisma in Emilia.

Ore 14.30. Scossa lieve ma superficiale in Emilia.  Una scossa sismica con magnitudo locale 3.2 è stata registrata poco dopo le 14 nell’area colpita dal terremoto ieri, ed anche nei giorni precedenti, la pianura padano-emiliana. Sebbene di magnitudo inferiore a quella devastante di ieri, la scossa è stata però avvertita nettamente, e quindi ha terrorizzato la popolazione, in quanto l’ipocentro - come rilevato dall’Ingv - era ad appena 1,2 km, come dire in superficie quando si parla di terremoti.

Ore 14.00. Università: chiusa la biblioteca del Maldura. Resterà chiusa "fino a data da destinarsi" la biblioteca di Palazzo Maldura, una delle sedi delle facoltà di Lettere e di Lingue dell'università di Padova. Lo si apprende da un annuncio esposto in biblioteca e comunicato anche via Internet.
"A  partire da giovedì 31 maggio la restituzione dei libri della biblioteca centrale e della sezione di teatro e di spettacolo potrà essere effettuata nella biblioteca di Francese, accedendo dal cancello di via Calfura - si legge nell'annuncio - Fino a futuri aggiornamenti sarà aperta la sola sezione di Francese". Disagi dunque per molti studenti che frequentavano la biblioteca per ricerche e tesi di laurea. Per mettere in sicurezza l'edificio, che soffre di problemi statici, potrebbe essere necessario il trasloco di tutti i volumi della biblioteca.

Ore 13.30. Scuola a Padova, tutte ok tranne la Zanibon. "Le scuole padovane sono sicure e nessun edificio presenta problemi statici alle strutture portanti. E per dare la massima tranquillità alle famiglie l'Amministrazione comunale ieri ha deciso di stanziare la somma di 500mila euro, che ci consentiranno di anticipare gli inteventi edilizi già programmati per l'estate". A dirlo è l'assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron, che questa mattina ha illustrato in conferenza stampa la situazione degli edifici scolastici cittadini al termine dei sopralluoghi già effettuati per verificare eventuali danni causati dal terremoto di ieri.
I tecnici del Comune e i vigili del fuoco hanno già ispezionato più della metà degli edifici scolastici padovani, una sessantina su un totale di 110 scuole, non riscontrando alcun danno che comprometta la staticità delle strutture; solo in un caso si è reso necessario lo spostamento di alcune classi, per problemi al soffitto: all'elementare Zanibon cinque aule sono state vietate all'uso, e quindi due classi hanno trovato posto all'interno dell'edificio, mentre altre tre saranno ospitate fino a conclusione dell'anno scolastico alle vicine ex scuderie della fornace Carotta.

Ore 13.00. Ingv: le scosse potrebbero durare per mesi. «La storia ci insegna che in quell’area, nel 1570, dopo la scossa principale, ci furono mesi di altre scosse». Il presidente dell’Ingv, durante una conferenza stampa convocata per spiegare e chiarire alcuni spetti del terremoto che sta colpendo l’Emilia, sottolinea che il fenomeno, per quell’area non è nuovo. «Sarà una sequenza sismica lunga - continua Stefano Gresta - con delle repliche di magnitudo confrontabile anche alla scossa principale»

Ore 12.00. Governo aumenta l'accisa sulla benzina. Il Consiglio dei ministri avrebbe deliberato un aumento della accisa sulla benzina al fine di reperire risorse necessarie per affrontare l’emergenza terremoto.
Tra gli altri provvedimenti decisi ci sono la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto; la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti; la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione. «A copertura di questi interventi - si legge anche nel comunicato finale - è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review»

Ore 11.30. Trovato morto un disperso in fabrica a Medolla. È stato trovato morto anche l’ultimo operaio disperso in seguito al crollo della fabbrica Haematronic di Medolla, in provincia di Modena, uno dei Comuni più colpiti dal terremoto di ieri. Sale dunque a 17 il bilancio dei morti. In seguito al sisma in questa fabbrica sono decedute 4 persone: il primo corpo era stato recuperato nella mattinata di ieri, mentre altri due corpi sono stati individuati nel pomeriggio ma il loro recupero è ancora in corso e sono considerati quindi dispersi. Il terzo disperso è stato trovato stamani dopo una lunga notte di ricerche.

Ore 11.00. Riunione in prefettura a Padova con i 12 comuni più colpiti. Convocati in prefettura i sindaci dei 12 comuni del Padovano da cui sono arrivate le segnalazioni più gravi per i danni del terremoto. Presenti anche la presidente della Provincia Barbara Degani e il comandante dei Vigili del Fuoco Salvatore Demma. I comuni sono: Carceri, Montagnana, Merlara, Ponso, Este, Monselice, Due Carrare, Polverara (assente alla riunione), Noventa Padovana, Capodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Saccolongo. Si sta cercando di capire se le segnalazioni si concentrano su una fascia circoscritta del territorio. I Vigili del fuoco hanno ricevuto in tutto più di 80 segnalazioni, di queste 60 sono già state verificate.

Ore 10.30. Zaia: "La solidarietà del Veneto non verrà meno". La protezione civile del Veneto è in stato di massima allerta sia per intervenire nei comuni della regione che hanno subito i danni del sisma, sia per aiutare ulteriormente in Emilia Romagna o dove venisse richiesto dal dipartimento nazionale. A confermarlo il presidente, Luca Zaia. «La nostra Protezione civile mantiene lo Stato di massima allerta - ha ricordato - sia per ciò che serve nei quei comuni veneti che hanno subito gli effetti delle scosse telluriche, sia per dare una mano qualora ciò venisse richiesto dal Dipartimento nazionale e dalla Regione Emilia Romagna». Nel frattempo per gli uomini della protezione civile è stata una notte di lavoro e di verifiche, anche per la presenza nelle zone terremotate nel modenese. Zaia ha preso contatto con le persone stanziate nelle zone più colpite per avere notizie dirette sull’andamento delle operazioni e sulle esigenze alle quali dare risposta. «Il pensiero va prima di tutto alle vittime, una delle quali era residente a Castelmassa, in provincia di Rovigo - ha aggiunto - ai feriti, alle loro famiglie e a quelle che hanno perso le loro case o non possono tornarvi. Ringrazio i nostri volontari e quelli delle altre parti d’Italia che stanno prestando aiuto diretto e indiretto alle popolazioni colpite. Mentre l’attenzione resta altissima, confermo che la solidarietà del Veneto non verrà meno».

Ore 10.00. Il Veneto riparte dopo una notte tranquilla. Notte tranquilla in Veneto, dopo le scosse di terremoto di ieri. Restano transennati edifici religiosi e civili che hanno subito danni, come la Basilica del Santo e quella di Santa Giustina a Padova. In corso, a livello istituzionale e nelle singole realtà, il computo dei danni. I vigili del fuoco di Venezia, dopo un centinaio di interventi di ieri, ne hanno in coda al momento per oggi una cinquantina. È tuttora transennato tutto il perimetro dei Giardini Papadopoli, dove ieri una statua è crollata sfiorando una giovane che stava passandovi sotto. Resta sotto controllo inoltre la situazione statica al Petrolchimico di Porto Marghera. A Rovigo gli interventi dei vigili del fuoco ieri sono stati circa una cinquantina, altrettanti quelli in programma oggi; 300 le chiamate ricevute ieri dai pompieri a Treviso; una trentina quelli su Verona. Nel veronese, oggi sono chiuse le scuole di Legnago, Longara, Oppeano e Gazzo Veronese.

Ore 9.30. A Mirandola servono bagni chimici. Bagni chimici e container vuoti da adibire a uffici; sono le esigenze immediate del comune di Mirandola, colpito dal terremoto, riferiti dal Comune di Sassuolo che si sta organizzando per gli aiuti. Un appello è stato lanciato alle aziende del Nord Italia che ne abbiano la possibilità, di contattare i volontari della Protezione Civile locale che provvederanno a trasportare in loco il necessario.

Ore 9.00. Nuova scossa di magnitudo 3.8. Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova. I comuni prossimi all’epicentro sono Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 8 con magnitudo 3.8. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

Ore 8.30. Più di 50 scosse nella notte. Sono state 58 le scosse di terremoto avvertite dalle 22 di ieri sera fino alle 7.30 di questa mattina nelle zone dell’Emilia Romagna colpite ieri da un violento terremoto di magnitudo 5.8 che ha provocato 16 morti e 1 disperso.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la scossa più intensa ha avuto una magnitudo di 3.4 ed è stata registrata alle 3.54 con epicentro tra i paesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello di San Giovanni del Dosso, nel Mantovano.

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