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Bus della vergogna: piove dentro e spesso sono sporchi

La denuncia di Fania Martini trova numerose conferme tra i pendolari della Bassa: «Quante fermate saltate!»

ESTE. L’ombrello in autobus sarà pure una curiosa novità, ma la pioggia dentro i mezzi di trasporto pubblici purtroppo è ormai una costante.

Ha fatto certamente scalpore la protesta di Fania Martini, storica pendolare della Bassa Padovana che qualche giorno fa ha dovuto aprire l’ombrello nell’autobus Sita in servizio sulla linea Este - Castelbaldo poiché pioveva dentro al mezzo. Per gran parte degli utenti di Busitalia-Sita, tuttavia, situazioni come queste sono all’ordine del giorno. Lo confermano le decine di studenti che ieri mattina, all’uscita da scuola, attendevano il proprio bus nella stazione di via Martiri della Libertà.

Acqua a bordo. «Sì sì, in molti autobus ogni volta che piove l’acqua arriva anche all’interno» conferma Fabio, studente dell’Itis di Lozzo Atestino «Questa mattina, per esempio, c’erano parecchi sedili inzuppati di acqua e, nonostante ci fosse ressa e gente in piedi, nessuno aveva intenzione di starci seduto sopra». Nessuno ha mai tirato fuori l’ombrello, ma lettere alla sede della Sita ne sono state inviate parecchie. Senza ricevere ovviamente mai risposta.

Pulizie molto rare. «Pago quasi cinquanta euro al mese per viaggiare in una situazione di scarsissima igiene e spesso anche con la puzza attorno» aggiunge Manuel di Valbona «Secondo me passano a pulire una volta ogni due-tre mesi, perché la sporcizia che vedo certe mattine la ritrovo anche a distanza di giorni. Oggi tra un sedile e l’altro c’erano numerosi fazzoletti da naso e alcune lattine, che chiaramente stavano lì già da qualche tempo».

Fermate saltate. C’è chi poi bacchetta l’organizzazione delle corse e l’attenzione di certi autisti. «Mi è capitato più di una volta che l’autobus fosse quasi arrivato a destinazione» conferma Elia «salvo fare prima marcia indietro per colpa di una fermata saltata. Due mesi fa, lungo la linea che porta a Valbona, eravamo arrivati a Cinto ma l’autista ha dovuto tornare indietro per recuperare gli studenti fermi al “Manfredini” di Este». A quasi sette chilometri di distanza, dunque, e perdendo conti alla mano almeno mezzora di tempo. Continua lo studente: «Il bus che va a Carbonara, invece, si dimentica spesso di fermarsi a Rovolon. Anche qui o si torna indietro o addirittura si lasciano lì le persone».

Orari e caos. A protestare questa volta sono gli studenti dell’Itis della zona collinare: «Finiamo le lezioni pomeridiane alle 16 e non c’è alcun autobus che ci dia la possibilità di tornare a casa in tempi brevi. Il primo è in partenza alle 17.30. Abbiamo richiesto ufficialmente alla Sita di inserire altri mezzi, anche attraverso la mediazione della scuola, ma senza ottenere risultati». Le corse alternative mancano la mattina su parecchie linee e spesso e volentieri un solo autobus non basta a soddisfare la richiesta, costringendo molti pendolari ad affrontare tutto il viaggio in piedi. Ed è un calvario.

Pullman nuovi. La dotazione di autobus nuovi non manca, peccato che siano in pochi a goderne: «Gli autobus nuovi ci sono, e sono tenuti anche dignitosamente, peccato che siano concentrati tutti in certe linee. A noi che siamo diretti a Vo’ Euganeo, tanto per far capire la situazione, gli autobus di ultima generazione toccano sì e no una volta al mese. Potrebbero distribuire equamente questi pullman, visto che tutti paghiamo la stessa cifra».

Uffici latitanti. Il popolo dei pendolari della Bassa Padovana chiede inoltre una sede di rappresentanza di Busitalia-Sita anche nel territorio: «Una volta ho preso una multa perché avevo dimenticato l’abbonamento a casa» racconta Francesco «e per farmela togliere ho dovuto recarmi negli uffici di Padova, spendendo tempo

e soprattutto 8 euro di biglietto. Perché non c’è una sede a cui far riferimento anche in questo nostro territorio? Che poi, a dirsela tutta, nel mio caso sarebbe bastato dotare il controllore di un palmare per verificare il numero del mio abbonamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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