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La caserma di Ponte San Nicolò intitolata a Sante Busso

Alla cerimonia ha partecipato la nipote dell’appuntato padovano medaglia d’argento al Valor Militare morto in servizio nel 1945

PONTE SAN NICOLO’. Intitolata oggi a Ponte San Nicolò, in via Marconi, la nuova Stazione dei carabinieri alla memoria dell’appuntato Sante Busso, Medaglia d’Argento al Valor Militare. Presenti alla cerimonia numerose autorità fra cui Barbara Degani, iresidente della Provincia di Padova, il comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, generale di Brigata Sabino Cavaliere, il comandante provinciale di Padova, Colonnello Renato Chicoli, il sindaco di Ponte San Nicolò, Enrico Rinuncini.

La cerimonia è accompagnata dalle note della banda musicale di Piombino Dese e ha visto schierato anche un picchetto d’onore nella tradizionale grande uniforme speciale ed una rappresentanza di comandanti di Stazione e militari del Comando Provinciale di Padova. Madrina della manifestazione, la signora Mafalda Busso, nipote del decorato.

L’Appuntato Sante Busso, alla cui memoria è intitolata la caserma, è nato a Candiana il 2 novembre 1904. Nell’Aprile del 1924 si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri e, dopo decine di trasferimenti che lo hanno visto impiegato in numerosi reparti territoriali, è approdato nel marzo 1943 nella Caserma Moscova di Milano. L’11 agosto 1945, il Brigadiere Lorenzo Poggi e l’appuntato Busso, regolarmente comandati di servizio, raggiungevano l’abitazione di Renzo Novelli, 22 anni, imputato di omicidio e rapina, per notificargli un ordine di carcerazione a suo carico. Il Brigadiere Poggi, appena varcato l’ingresso di casa, veniva colpito da alcuni colpi di pistola esplosi al suo indirizzo da Novelli, cadendo esamine al suolo. L’Appuntato Busso, rimasto sull’uscio, anziché ripararsi, entrò con decisione nella stanza sparando contro Novelli. I due si affrontarono, scaricandosi addosso numerosi colpi d’arma da fuoco e ferendosi reciprocamente. A seguito delle ferite mortali riportate, decedevano entrambi una volta trasportati presso l’Ospedale Maggiore.

Per tale sacrificio,Sante Busso è stato insignito della medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: "Nel procedere con sottufficiale al fermo di pericoloso ricercato, proditoriamente da questi fatto segno a numerosi colpi di pistola che lo ferivano gravemente in tre parti del corpo ed uccidevano il superiore, con suprema energia inseguiva il malfattore e, pur essendo stato raggiunto da altri due

proiettili, prima di abbattersi esanime al suolo, lo feriva mortalmente al petto col tiro preciso della sua pistola. Conscio della propria fine si dichiarava soddisfatto di donare la vita nell'adempimento del dovere, dopo aver vendicato la morte del superiore. Milano, 11 agosto 1945".

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