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Dislessia, scoperta padovana: si può riconoscere già alla materna

Un team di ricercatori dell’università di Padova scopre come abbattere la dislessia prima che i bambini imparino a leggere

PADOVA. Un team di ricercatori dell’università di Padova guidato da Andrea Facoetti ha dimostrato per la prima volta come bambini che hanno problemi di attenzione spaziale visiva siano gli stessi che poi con grande probabilità sviluppano dislessia evolutiva, il disturbo specifico delle abilità di lettura che colpisce fino al 17% della popolazione scolastica.

Lo studio «A casual link between visual spatial attention and reading acquisition», che è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista «Current Biology» pubblicata da Cell Press, determina un cambiamento radicale per quel che riguarda la teoria intorno alla dislessia e apre la strada a nuovi approcci per l’identificazione precoce del disturbo e per gli interventi riguardanti i bambini per i quali leggere è estremamente difficile.

I ricercatori del Developmental & Cognitive Neuroscience lab e del dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova Sandro Franceschini, Simone Gori, Milena Ruffino, Katia Pedrolli e Andrea Facoetti, hanno studiato bambini per un periodo di tre anni, dalla scuola materna (quindi prima dell’acquisizione della lettura) fino alla seconda elementare, verificando la loro attenzione spaziale visiva, intesa come abilità di estrarre informazioni rilevanti inibendo le informazioni irrilevanti.

«I deficit di attenzione visiva, testati prima dell’acquisizione della lettura, sorprendentemente predicono molto meglio le abilità di lettura successive in confronto alle abilità di linguaggio misurate anch’esse prima dell’acquisizione della lettura - spiega Facoetti -. Visto che recenti studi hanno dimostrato che specifici programmi di riabilitazione possono migliorare le abilità di lettura, i bambini a rischio di dislessia potrebbero essere trattati con programmi di prevenzione basati sull’attenzione visiva spaziale ancor prima dell’acquisizione della lettura».

L’identificazione precoce dei bambini a rischio dislessia

e il loro trattamento con tecniche di prevenzione potrebbe ridurre in modo sostanziale i bambini successivamente affetti da dislessia, con un conseguente abbattimento dei costi per il Sistema sanitario e migliorando radicalmente la qualità della vita dei potenziali futuri dislessici.

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