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«Io milionario-evasore? Ho sempre lavorato e non ho mai chiesto sussidi»

Possiede 42 appartamenti ed è accusato di averli affittati in nero a clandestini e di aver chiesto i sussidi sociali dichiarandosi "nullatenente". Parla Aldo De Checchi: «Vengo da una famiglia ricca ma ho sempre lavorato»

PADOVA. «Lo sa qual è la mia unica colpa? Aver sempre lavorato, anche quando potevo vivere di rendita. E poi ho sbagliato a dare casa alla gente. Ma poi, scusi, cosa vuole che ne sappia io di cosa fanno le persone all’interno dei miei appartamenti?». Aldo De Checchi, il settantunenne finito nel mirino degli inquirenti, ieri è diventato nonno per la quinta volta. La moglie del figlio Roberto ha partorito ma l’ex dipendente Acap, esperto del settore immobiliare, proprietario di una ventina di appartamenti in città, ha trascorso più tempo in questura che nel reparto di Ostetricia.

Signor De Checchi, cosa è successo?
«Un vero disastro, sono veramente affranto. Non riesco a capire perché hanno sequestrato appartamenti che sono sfitti già da due anni. In via Amati, all’interno 14, ho chiesto io personalmente uno sfratto per due persone che erano state trovate con la droga. Mi hanno inquisito per favoreggiamento della clandestinità ma io mica abitavo lì. Ho sottoscritto regolari contratti, chiedendo a tutti permesso di soggiorno e busta paga. Se poi hanno dato ospitalità ai delinquenti, io che colpa ne ho?».

Lei affittava principalmente ad extracomunitari?
«E’ difficile trovare un italiano che paga 6-700 euro di affitto al mese, perché uno a quel punto chiede un mutuo. Poi da quando hanno chiuso via Anelli tutta quella gente si è sparsa in città».

Come fa un ex dipendente dell’Acap ad avere venti appartamenti?
«Scusi, porti pazienza: guardi che vengo da una famiglia che a San Pietro in Gu possedeva mezzo paese. Erano proprietari terrieri. Le case che ora la polizia mi vuole sequestrare le possiedo dal 1960. Lavoro ogni giorno dalle 7 di mattina alle 2 di notte. Tutto quello che ho me lo sono guadagnato con il sudore».

Ha guadagnato una fortuna in tutti questi anni.
«Nel 1995 ho avuto problemi con la tributaria. All’epoca avevo un patrimonio bancario di circa 3 miliardi, soldi che poi ho amministrato male. E ora mi ritrovo con mezzi appartamenti sfitti e l’altra metà con inquilini che non pagano l’affitto. Cosa devo fare? Pagare l’Ici e lasciare le case sfitte?».

Ecco, veniamo alle tasse. Risulta che lei abbia chiesto il sussidio.
«Il sussidio io? Ma siete impazziti? Semplicemente due anni fa ero all’ospedale e, visto che avevo più di 65 anni, ho firmato un documento chiedendo l’esenzione del ticket. Solo che quella carta presupponeva anche un reddito inferiore ai 36 mila euro. Ma io non lo sapevo, mi sono sbagliato e ho pagato per il mio errore».

Dunque lei crede che questa sia una congiura?
«Credo sia partito

tutto dalle denunce fatte da un altro amministratore, che non vuole che io affitti ad extracomunitari. Ma qualunque immobiliarista cerca di affittare le case sfitte. E poi i rumeni non sono più extracomunitari. Ormai sono nella comunità europea anche loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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