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Ladri subito scarcerati, proteste dai sindaci alla tabaccaia

Per il caso dei tre moldavi arrestati mentre mettevano a segno il colpo in

una trattoria di Galliera e rilasciati il giorno dopo dal magistrato perché incensurati il primo cittadino di Tombolo scrive al prefetto una lettera dai toni pesanti. Sono con lui i colleghi di Galliera e San Giorgio in Bosco. E a Tombolo si ribella anche la negoziante che ha già subito due furti

CITTADELLA. Ladri scarcerati dopo un giorno, il sindaco di Tombolo Franco Zorzo scrive subito al prefetto per manifestare il suo «sdegno». Scoppia lo scontro istituzionale, il primo cittadino va all'attacco della magistratura; Zorzo non condivide «la decisione del Gip Vincenzo Sgubbi di liberare i tre moldavi arrestati in flagranza di reato appena due giorni fa dai carabinieri di Tombolo e Cittadella dopo settimane di indagini, appostamenti e tanti sacrifici da parte delle forze dell’ordine».

Ion Neamtu, 20 anni, residente a Padova, Gheorghii Mardari, 22, e Zahar Cebanu, di 30, entrambi senza fissa dimora, avevano tentato di piazzare un colpo ai danni di una trattoria di Galliera Veneta: bloccati durante la fuga, con in mano i borsoni della refurtiva, sono stati arrestati. Secondo il giudice, essendo i ladri incensurati e non sussistendo il pericolo di reiterazione del reato, la custodia cautelare in carcere non è necessaria; sono però obbligati a presentarsi ogni giorno dalla polizia giudiziaria.

«Questi moldavi – insiste Zorzo – pur essendo extra-comunitari, non sono stati espulsi; pur risultando senza fissa dimora e probabilmente senza lavoro non sono stati lasciati in galera, nonostante le scorribande e i furti che questi signori hanno compiuto nel territorio dell’Alta Padovana. Dopo essere stati colti in flagranza di reato dai carabinieri vengono lasciati liberi dal giudice Sgubbi. È un'autentica vergogna! Vorrei sapere in quale caso questo giudice ritiene che chi è autore di furti e danneggiamenti, nonché di seminare il terrore nei paesi e trai cittadini e tra i commercianti debba restare in galera? Quando? Possiamo saperlo?».

Zorzo incassa il sostegno anche dei colleghi di San Giorgio in Bosco, Renato Roberto Miatello, e di Galliera, Stefano Bonaldo. «Come può dire questo giudice che queste persone non possano reiterare più tale reato? Vorremmo saperlo e vorremmo anche che, qualora questi signori vengano colti ancora a delinquere, ne risponda chi ha sbagliato giudizio».

Il caso entra di peso nella bagarre in corso nel dibattito nazionale: «In tal senso sono totalmente favorevole non solo alla responsabilità civile dei giudici nei confronti di chi è ingiustamente condannato, ma anche nei confronti della società, qualora questi decidano di lasciare libere persone colte in flagranza di reato che poi vengono trovate nuovamente a delinquere». Zorzo fa leva sulle reazioni della gente: «Ho ricevuto molte telefonate di cittadini arrabbiatissimi per la decisione assunta da questo giudice; i cittadini manifestano la loro rabbia, il loro sgomento e la loro nausea nei confronti della Giustizia Italiana e di questo Stato, tanto più alla luce di una decisione del governo che nelle prossime ore metterà in libertà addirittura 3.300 delinquenti, attualmente in carcere». Dice di vergognarsi di essere un sindaco italiano: «Pur rappresentando con fierezza i miei concittadini, il mio Comune, la sua storia e la sua identità, non posso che vergognarmi di essere un sindaco italiano, ossia in qualche modo un rappresentante di questo Stato malato dove la giustizia funziona al contrario di come dovrebbe. Rivolgo infine un appello a tutti i parlamentari – conclude Zorzo – affinché interroghino il governo ed il ninistro della Giustizia in merito a questa scandalosa decisione

chiedendo anche l’invio, se necessario, di Ispettori ministeriali perché accertino e verifichino simili e ingiustificati comportamenti al Tribunale di Padova. Lo chiedono con forza i cittadini dell’Alta Padovana e i cittadini di Tombolo in particolare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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