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La difesa dei magistrati: «Applichiamo la legge, stop delegittimazioni»

La replica della sottosezione di Padova dell’Associazione Nazionale Magistrati alle proteste dei sindaci dell’Alta

PADOVA. Ecco la replica della sottosezione di Padova dell’Associazione Nazionale Magistrati, alle proteste dei sindaci dell’Alta per la scarcerazione di tre moldavi sorpresi a rubare in una trattoria a Galliera Veneta.

In relazione alla vicenda giudiziaria avente ad oggetto l’arresto di tre cittadini moldavi a Galliera Veneta e la loro successiva sottoposizione a misura cautelare diversa da quella carceraria, intendiamo manifestare allarme e disagio di fronte ad alcune prese di posizione apparse sugli organi di informazione da parte di soggetti con incarichi istituzionali, volte a rappresentare la decisione del giudice come frutto di una mancata assunzione di responsabilità, idonea a frustrare gli sforzi di tutela della sicurezza sociale (“i carabinieri arrestano, Sgubbi si affretta a scarcerare”) e meritevole di sanzione (“è giusto che i giudici paghino le loro scelte”).

Va ribadito come il provvedimento del GIP di Padova costituisce l’esito di un momento ineludibile e necessario di controllo giurisdizionale su una misura di limitazione della libertà personale e sui suoi presupposti: nella delicatezza e nel clamore mediatico della vicenda in cui si inserisce, la decisione può essere oggetto di valutazioni di diverso segno, anche di critiche motivate, ma è inaccettabile che diventi pretesto per delegittimare l’attività della persona di un magistrato, che ha semplicemente svolto, in

modo rigoroso e approfondito, la funzione che gli viene assegnata, che è quella di applicare la legge.

In casi del genere infatti la custodia carceraria è pur sempre prevista dalla legge come misura da adottare soltanto nei casi in cui altre misure risultino del tutto inadeguate.

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