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La sfida del leghista Marcato: «Invito i veneti ad evadere le tasse»

Il vicepresidente leghista della Provincia in televisione contro il governo Monti. La replica del consigliere regionale Ruzzante (Pd): «Si vergogni, incassa 70 milioni di tributi»

PADOVA. «In Veneto evadiamo poco le tasse, e invito ad evadere di più». L'incitazione a non pagare i tributi al fisco non viene dall'uomo della strada, esasperato dal rigore del Governo del Professori, ma da un autorevole esponente della Lega Nord, il vicepresidente della Provincia, Roberto Marcato. L'esternazione non scappa al bar ma in diretta tv, nel corso della trasmissione “Prima serata” su Telenuovo, dove Marcato era stato invitato nel suo ruolo istituzionale. Ad ascoltarlo allibito ci sono Piero Ruzzante (Pd), Attilio Motta (Sel), Lino Ravazzolo (Fli) e Franco Nibali (Idv). Da questa affermazione di Marcato che suona come una sfida al principio di lealtà contributiva sancito dalla Costituzione, si dissocia anche il vicesindaco di Verona, Vito Giacino (Pdl).

La strada dell’opposizione imboccata dalla Lega riserva una sorpresa dopo l’altra e Marcato cavalca lo stesso cavallo di battaglia di Berlusconi: la ribellione fiscale. «Guardiamo i dati: al Nord la media dell'evasione è del 20%, al sud è del 60%, sono dati Ocse, non dell'ufficio studi della Padania, secondo Unioncamere il Veneto è uno dei posti in cui si evade di meno», dice Marcato. «Secondo me evadiamo poco e dovremmo evadere di più qui al Nord. Altro che Cortina, che si vada a controllare il quartiere Zen di Palermo dove lo Stato non esiste e ti sparano alla testa». Ruzzante implora: “Marcato, Marcato”. Pure il conduttore appare perplesso. Marcato tira dritto: «Mi assumo le mie responsabilità, non siete mica la Procura».

Il giorno dopo, dal consigliere regionale e segretario cittadino del Pd arrivano parole dure: «Marcato istiga all'evasione fiscale, le sue parole sono indegne per un rappresentante delle istituzioni. Marcato rappresenta la Provincia che beneficia delle tasse dei cittadini: chiedere ai padovani 70 milioni di euro attraverso vari tributi e allo stesso tempo invitarli ad evadere, equivale ad una evidente dissociazione della personalità». Ruzzante usa una metafora: «La mia sensazione è che la Lega Nord stia facendo come il capitano della Concordia che prima ha portato sugli scogli la nave Italia e poi scappa, salvo ricomparire per salvare il Cosentino di turno. Il Pd, invece, mentre la nave affondava, è salito a bordo e sta tentando a fatica di far diventare l'Italia un paese normale, dove si paga tutti le tasse e quindi se ne potrà pagare di meno. L'evasione non è solo un problema di equità, non è solo il problema dei soliti noti che pagano e dei furbi che non pagano, ed i “fessi” sono sempre più arrabbiati; bisogna che si comprenda come dietro l'evasione fiscale si nasconde il lavoro nero, aziende che praticano concorrenza sleale; e dentro l'evasione si annidano i germi della criminalità organizzata».

Secondo Ruzzante, «il vicepresidente della Provincia non ha capito che se affonda l'Italia, annegano i risparmi e gli investimenti di tantissimi cittadini veneti». E poi il colpo finale: «Che tasse dovrebbero evadere i veneti, secondo Marcato? Forse i nuovi ticket sulla sanità imposti dal suo amico Zaia, o il bollo auto che paghiamo in questi giorni alla Degani?». Secondo Marcato l'evasione sarebbe giustificata anche dai ritardi dello Stato nei pagamenti. «Il Comune di Padova ha fatto accordi con istituti di credito per pagare entro 60

giorni. Sono per rivedere il patto di stabilità assurdo imposto da Bossi-Berlusconi. Nel frattempo – conclude Ruzzante - qualcuno spieghi a Zaia che uno dei più gravi fattori di crisi è rappresentato dai ritardi regionali nei pagamenti, le Usl arrivano a saldare le aziende dopo 400 giorni».

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