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«Scattano le sanzioni. Multa di mille euro e dopo la chiusura»

L’assessore Marta Dalla Vecchia non fa sconti: «Domenica 15 non rientra nel calendario concordato»

PADOVA. Seraficamente chiosa: «Immagino che i vigili provvederanno a sanzionare». Marta Dalla Vecchia, 42 anni, laurea in fisica, assessore al commercio nella giunta Zanonato-4 (dopo un’esperienza da consigliere comunale nella sua Schio) non batte ciglio di fronte alla «ribellione» della grande distribuzione. Per lei, la data del 15 gennaio resta cerchiata di rosso: festivo senza deroghe; negozi chiusi.

«Il Comune di Padova applica la legge regionale sul commercio. Come per altro la stragrande maggioranza dei Comuni del Veneto. E domenica prossima non è una delle 16 in cui si possono tenere aperti i negozi» afferma.

Ma c’è chi annuncia già la spesa in libertà...

«E di conseguenza rischia le sanzioni previste proprio dalla legge regionale».

Quali sono?

«Per la prima infrazione, una multa da 500 a 3.000 euro. Di fatto, per i meccanismi della contabilità sanzionatoria, sono mille euro».

E se insistono sull’onda della liberalizzazione?

«Dalla seconda infrazione, scatta la chiusura dell’attività. Fra i sette e i 15 giorni. E, attenzione, basta la seconda infrazione senza limiti di tempo».

Assessore, lei non sembra avere tanti dubbi su quest’ultima guerra del commercio.

«E’ la procedura. E Padova non fa nulla di eclatante, strano, anomalo. Se mai, è Boara Pisani a guadagnarsi i riflettori proprio perché esce dal solco della normalità».

E la norma qual è?

«Da lunedì a sabato già si può tenere aperta l’attività dalle 7 fino alle 22».

Di domenica la regola vigente cosa prevede?

«Domenica e festivi si chiude. Con le deroghe concordate al tavolo con organizzazioni di categoria, sindacati, consumatori. Giusto martedì scorso abbiamo fatto una riunione per applicare la normativa. Ripeto: sono 16 le domeniche in cui si può tenere aperto. Abbiamo concordato sulla seconda domenica di ogni mese più quelle del periodo natalizio e la domenica delle palme».

Tutti d’accordo?

«Federdistribuzione aveva fatto notare che, dal loro punto di vista, già vale il decreto Monti. Ma il calendario di gennaio prevedeva in deroga solo domenica 8 gennaio».

Si profila un braccio di ferro a colpi di carte bollate?

«Questa vicenda potrebbe innescare un conflitto di competenze da risolvere per via legale. Orari e aperture sono materia del commercio (quindi regolata dalla Regione) oppure rientrano nella concorrenza che appartiene allo Stato?».

Concretamente, le domeniche senza più vincoli funzionano davvero?

«Mi pare un momento in cui tenere aperte le attività rappresenta un costo, anche per i grandi gruppi. E’ tutto da dimostrare quanto effettivamente convenga con la flessione dei consumi che si sta registrando in questi mesi».

A proposito, il Grande Natale com’è andato?

«Il contenitore ha funzionato più che bene. Ha richiamato la gente in città nei week end e l’8 dicembre. Sul fronte degli incassi di negozi e bancarelle ha pesato la crisi».

Assessore, oltre le polemiche di questi giorni, che fa il Comune per il commercio?

«Almeno un paio di cruciali sforzi che non sembrano fare abbastanza notizia...».

Il primo?

«L’impegno per lo Sportello unico. Significa meno burocrazia e più velocità nelle pratiche amministrative. Aspetto decisivo nelle attività produttive».

E l’altro

lavoro oscuro qual è, assessore?

«L’innovazione. Il commercio si evolve insieme al nostro stile di vita. Incentivare a restare al passo con i tempi diventa obbligatorio. Per il “centro commerciale” del centro, come per i negozi di quartiere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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