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Bandito incastrato dalle telecamere

Denunciato un bassanese: usava occhiali e parrucche E ’accusato di due rapine in banca a Galliera e Curtarolo

di Silvia Bergamin

CITTADELLA

Il rapinatore dell'Alta messo nel sacco, ad incastrarlo è stata una foto scattatagli per un reato minore, una resistenza a pubblico ufficiale. Un dettaglio che, incrociato con i fotogrammi della videosorveglianza delle banche, ha permesso di comporre un puzzle particolarmente intricato. In soli sei mesi aveva seminato il terrore, con la complicità di un paio di persone, in due istituti di credito, a Galliera e a Curtarolo. Nel sacco si era messo oltre 60 mila euro. Ma ora il cerchio si è chiuso, le indagini delle forze dell'ordine sono arrivate ad individuare uno dei responsabili.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cittadella hanno denunciato in stato di libertà S.C., 36 anni, residente a Bassano del Grappa: gli vengono contestati due fatti specifici, sarebbe stato l'autore, in concorso con altri due complici che però al momento rimangono ignoti agli uomini dell'Arma, di due rapine. La prima era stata messa a segno il 26 luglio 2010 ai danni della Cassa di Risparmio del Veneto di Galliera Veneta: nel corso dell'operazione criminale vennero portati via 6 mila euro. Esattamente un anno fa, il 10 gennaio 2011, fu presa di mira la Banca Antoveneta di Curtarolo: il bottino che i rapinatori si portarono via fu ben più cospicuo, addirittura 55 mila euro.

I due colpi avevano alcuni dettagli comuni, che hanno portato gli investigatori a lavorare su un'unica pista. In entrambi i casi il modus operandi era lo stesso: l’uomo camuffato con una parrucca e occhiali entrava nell’istituto e dopo aver preso in ostaggio un cliente minacciandolo con un taglierino, si faceva aprire la bussola in modo tale che gli altri due complici potessero entrare ed asportare il denaro. Un'operazione curata alla perfezione, da veri professionisti. La fuga veniva poi assicurata da due autovetture, nel primo caso una Fiat Punto, nel secondo una Fiat Uno, che erano state rubate poche ore prima di fare irruzione nelle banche.

Come è stato possibile arrivare all'individuazione e alla denuncia? Il “grande fratello” delle filiali ha fatto la sua parte, l'occhio elettronico è stato determinante: i carabinieri del capitano Marco Stabile si sono basati sulla comparazione delle immagini estrapolate dalle telecamere con la fotografia dell’uomo pubblicata su un giornale vicentino

nella primavera scorsa, dopo che era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Attualmente il rapinatore si trova nel carcere di Vicenza: deve scontare un cumulo di pene per vari reati, sia contro il patrimonio che contro la persona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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