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In Questura a Padova per protesta la zingara dà il malocchio ai poliziotti

Verica Nikolovski, 40 anni, nella sua lunga carriera fatta di furti e truffe ha fornito ben 35 identità diverse. Si è tradita perché ha chiesto il passaporto: a quel punto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile diretta da Marco Calì

PADOVA. Ha imperversato per anni in tutta Italia, con particolare attenzione al Nordest, e alla fine è stata tradita da un semplice passaporto. Verica Nikolovski, 40 anni, originaria dell’ex Jugoslavia, ladra incallita, era arrivata a dare addirittura 35 nomi diversi nel corso dei controlli che si sono susseguiti in questi anni. L’altro giorno, quando ha capito di essere stata incastrata, è "uscita di senno" e ha lanciato il malocchio a tutti i poliziotti presenti.

Ormai era diventata una specie di incubo, nel senso che regolarmente ricompariva a Padova, Vicenza, Rovigo, Arezzo, Roma, Pistoia e Pisa, con la sua sfilza di precedenti penali. Ogni volta, però, forniva nominativi differenti: Duric, Sanovic, Boic, Juric, Sainovic, Radulovic. Ne ha collezionato ben 35, beffando le questure di mezza Italia con una naturalezza disarmante. Ultimamente si era stabilizzata in un campo nomadi di Correzzola, ma non è mai stato semplice rintracciarla. Fino al momento in cui ha deciso di osare, pensando probabilmente di farla franca ancora una volta.

Qualche giorno fa la donna, specializzata in borseggi in supermercato, piccole truffe di strada e furtarelli agli anziani, ha inoltrato alla Questura di Padova la richiesta di passaporto. Gli agenti della Squadra mobile di Marco Calì, una volta compreso con chi avevano a che fare, l’hanno invitata a presentarsi per le pratiche di rito. Ma nel momento in cui le hanno preso le impronte digitali, le hanno anche stretto le manette ai polsi, avvisandola che si trovava ormai in stato d’arresto e notificandole la sfilza di reati compiuti negli ultimi vent'anni. Non ultimi, appunto, i 35 nomi diversi presentati nel corso di altrettanti controlli delle forze dell’ordine.

A quel punto la donna, quando ha compreso di non avere più vie di fuga, ha perso completamente il controllo, prima improvvisando una ostentata disperazione, poi lanciando il malocchio su tutti i poliziotti presenti, ripetendo più volte agli agenti che a causa dei suoi anatemi in futuro saranno colpiti da gravi malattie.

Dopo qualche gesto scaramantico, i poliziotti hanno ovviamente ultimato il loro lavoro, accompagnando in cella la nomade.

Il malocchio è una delle tradizioni popolari più radicate, che attribuisce al potere dello sguardo di produrre effetti sulla persona osservata: tale effetto può essere negativo, come portare malasorte su persone detestate. Questa forma di superstizione, priva di

alcuna validità scientifica o di riscontri oggettivi, è diffusa in molte culture presenti e passate. Gli effetti immaginari del malocchio consisterebbero in una serie di presunte “disgrazie”. Contro il malocchio la cultura popolare usa amuleti portafortuna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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