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Cacciatori scatenati, fucilate vicino alle abitazioni

Primo giorno di caccia col botto: a Cadoneghe i residenti chiamano i carabinieri per gli spari delle doppiette

CADONEGHE. Primo giorno di caccia col botto. Nel senso che gli spari sono stati talmente tanti e ravvicinati alle abitazioni che al «112» sono fioccate le telefonate fin dai primi bagliori dell'alba. Nessun ferito, alla fine, né denunciato, perché all'arrivo dei carabinieri le doppiette si erano già allontanate.

Ma le continue segnalazioni hanno costretto i militari a correre per l'intero territorio provinciale. Si parla di Comuni nella parte più a sud e più agricola della provincia, ma persino di Comuni dell'hinterland cittadino dove ormai i campi sono quasi una rarità, come Cadoneghe e Rubano. Puntuali al primo giorno di apertura della stagione venatoria, i cacciatori all'alba di ieri erano già col fucile in spalla. Solo che qualcuno di loro, in barba alle regole, si è avvicinato un po' troppo a un'abitazione di via Negrisia, a Cadoneghe, raggiunta dai pallini. Le regole prevedono che un cacciatore debba rimanere ad almeno 100 metri dalle case e debba sparare non prima di 150 metri dalle stesse.

Meno spari ma, a quanto pare, più fastidiosi anche in via Moiacche a Rubano. I carabinieri sono intervenuti per l'eccessiva
vicinanza dei cacciatori alle case. Cadoneghe e Rubano sono Comuni metropolitani dove i campi sono una rarità, ma diverse telefonate ai carabinieri sono arrivate da Conselve, Boara Pisani e Stanghella, dove l'essere in aperta campagna non ha salvato le abitazioni dai colpi ravvicinati dei fucili.

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