Menu

Papà di 43 anni precipita in montagna e muore dopo l'operazione

Inutile l'intervento chirurgico per il padovano Fabrizio Raule, 43 anni, agente di commercio, che abitava a San Pietro Viminario con la moglie e una bambina di 4 anni. Era il fratello della scrittrice Sonia Raule. Sabato la caduta dalla cima della Torre Lucia, in Trentino

SAN PIETRO VIMINARIO. Non ce l'ha fatta Fabrizio Raule, lo scalatore precipitato l'altro ieri a pochi metri dalla cima della Torre Lucia, in Trentino. E' morto l'altra notte all'ospedale Santa Chiara di Trento. Inutile l'operazione tentata dai sanitari nella speranza di salvargli la vita. Fabrizio, agente di commercio, 43 anni, lascia la moglie Raffaella Zanin, con cui abitava a San Pietro Viminario in piazza Martiri della Libertà 8, e la loro bimba di appena 4 anni. A piangerlo anche la mamma Santina, che abita in via Roma 35 a Maserà, e la sorella Sonia, nota scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva, oltre che moglie di Franco Tatò, presidente di Parlamat ed ex amministratore delegato di Enel. Appena è giunta la notizia dell'incidente, i famigliari si sono precipitati a Trento, sperando nel miracolo. Ma purtroppo le condizioni del quarantatreenne, definite da subito gravissime, erano tali da non lasciare alcuna speranza. I traumi riportati nella caduta, un volo di 30 metri, e le numerose emorragie, hanno reso inutile l'operazione tentata dai sanitari e Fabrizio è spirato sotto i ferri.

Il terribile incidente è accaduto poco prima delle 13 dell'altro ieri. Fabrizio era partito da casa insieme ad un amico, per una di quelle escursioni che erano la sua grande passione, e che lo portavano praticamente ogni fine settimana tra i monti. Era in testa alla cordata e gli mancavano ormai solo pochi metri per raggiungere la cima della Torre Lucia, un picco che fa parte del Gruppo Cimonega, raggiungibile da passo Cereda, nel Primiero. Ormai mancava poco alla vetta: i due amici si trovavano già a quota 2.200, ma l'incidente era in agguato. Dalle prime ricostruzioni dei soccorritori, a tradire Fabrizio sarebbe stata la roccia particolarmente friabile, che si è sgretolata, facendogli perdere l'appiglio. E' caduto in verticale ed è precipitato per circa una trentina di metri, sbattendo contro le rocce di dolomia. Immediatamente il suo compagno, rimasto illeso, ha chiamato i soccorsi e sul posto si è precipitato l'elisoccorso di Trentino Emergenza, che ha effettuato l'operazione di recupero insieme agli uomini del soccorso alpino del Primiero. Fabrizio è stato ricoverato in rianimazione a Trento. Ma purtroppo il suo destino era già scritto.

Il quarantatreenne era agente di commercio nel settore della vendita all'ingrosso di articoli cartotecnici. Aveva sempre lavorato in questo campo, inizialmente nell'industria del padre Graziano, una fabbrica di Mezzavia specializzata nella produzione di buste. Sul lavoro Fabrizio aveva conosciuto Raffaella, con cui si era sposato 6 anni fa. Alla morte del padre Graziano l'impresa di famiglia aveva chiuso ma Fabrizio aveva continuato l'attività nello stesso settore, come agente. La data dei funerali
non è stata ancora fissata, perché i famigliari restano in attesa del nulla osta alla sepoltura da parte del magistrato. Le esequie saranno comunque celebrate con rito civile, come era nella volontà di Fabrizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro