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Bimba di due anni gioca sui binari, travolta e uccisa dal treno

E' accaduto a Saletto: la bimba è sfuggita alla presa della madre. Il corpicino, scaraventato a venti metri di distanza

SALETTO (Padova). Il fischio del treno, il tonfo nel silenzio della campagna e la serenità di una famiglia che si dissolve lì dove tutto era cominciato. Aya Kouiss, bambina marocchina di 22 mesi, è stata travolta e uccisa dal treno regionale 20621 Mantova-Padova. È fuggita dalla stretta della mano della madre proprio mentre il convoglio stava transitando, in corrispondenza del passaggio a livello, a qualche metro dall’ex casello ferroviario trasformato in dimora da questa famiglia di immigrati. È successo ieri verso le 14.20, all’incrocio tra via Gorgo Sud e via Postale Vecchia Est, un lembo di terra tra i Comuni di Saletto e Ospedaletto. Nella tragedia c’è anche un giallo da chiarire: la madre e un testimone sostengono che quando è passato il treno le sbarre del passaggio a livello erano alte.

L’INCIDENTE.
Dopo pranzo il padre Hicham Kouiss, 36 anni, in Italia del 2007, bracciante in alcune imprese agricole della zona, è andato a pregare al centro culturale di Casale di Scodosia. La moglie Zakia Bahmoud invece ha scelto di andare a fare una passeggiata con la figlioletta Aya, mentre l’altra figlia di 40 giorni stava dormendo in culla accudita dai nonni. Verso le 14.20 madre e figlia stavano percorrendo via Gorgo Sud in prossimità del passaggio a livello. Improvvisamente si è udito il fischio del treno, la madre si è distratta, la bimba si è sottratta alla presa del genitore e ha iniziato a correre verso i binari. Il convoglio partito da Mantova alle 13, al primo giorno di servizio dopo la pausa estiva, l’ha travolta in pieno, uccidendola e scaraventandola a circa 20 metri di distanza. Le urla della mamma hanno attirato l’attenzione di Claudio Brunello, il testimone, e di alcuni parenti della bambina che se ne stavano serenamente in casa. Il papà è stato raggiunto al telefono cellulare e invitato a tornare a casa. Di lì a poco sul posto sono giunte una pattuglia della polizia ferroviaria di Verona e una gazzella del Radiomobile di Este. La circolazione dei treni è stata immediatamente bloccata. E tale è rimasta per quasi tre ore, con disagi a non finire per tutti i viaggiatori fermi alle stazioni di Monselice e Padova.

IL GIALLO.
«Le sbarre erano alte, per questo mia figlia è morta. Nessuno farà niente perché siamo marocchini, vorrei vedere cosa sarebbe successo se fossimo italiani», si dispera il padre Hicham, facendosi sorreggere dai parenti e da Moustapha Giovanni Leva, capo della comunità musulmana della Bassa. Secondo quanto riferito dalla povera madre e dal testimone, al momento del passaggio del treno le sbarre erano alte. Circostanza per ora non confermata da Trenitalia, i cui responsabili hanno sottolineato agli investigatori come il sistema sia completamente automatico. Resta il fatto che quel tratto di linea ferroviaria non è nuovo a simili «errori di sistema». Sul fatto stanno comunque indagando i carabinieri.

LA CASA.
La casa al civico 4 di via Gorgo Sud è un ex casello ferroviario, trasformato poi in abitazione. Hicham e Zakia ci abitavano da circa un anno e mezzo. Vi si erano trasferiti dopo la nascita di Aya, per darle finalmente un tetto, stabilità. L’abitazione, a due piani, circa 90 metri quadrati totali con un piccolo cortiletto esterno e la bandiera italiana issata alla recinzione, si trova a
neppure due metri di distanza dalle rotaie della linea ferroviaria. «Il sindaco di Saletto Daniele Mocellin - dice Hicham - ci ha concesso il domicilio ma non vuole darci la residenza». Ora, dopo la terribile tragedia, forse qualcuno si dovrà interrogare sulla pericolosità di case come questa.

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