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Si sporge dall'auto lanciata a 125 km/h per fotografare l'autovelox

A Pozzonovo un diciottenne intendeva documentare la postazione dei vigili che considerava irregolare. Il comandante chiarisce il caso della famiglia multata mentre correva in ospedale

POZZONOVO. Voleva immortalare la postazione dei vigili. Si è seduto sul finestrino dell'auto e, a 125 chilometri all'ora, si è messo a schiamazzare verso gli agenti con il telefonino in mano. E' successo mercoledì alle 23.10, lungo la Monselice-mare, a Pozzonovo. Dov'era sistemata la postazione dei vigili del distretto Euganeo Estense.

L'attenzione dei vigili è stata richiamata da una Fiat Punto, sfrecciata a 125 km/h davanti all'autovelox. Uno dei cinque occupanti, un diciottenne albanese, se ne stava seduto appoggiato allo sportello posteriore destro con il busto completamente fuori, schiamazzando verso la pattuglia. Il quintetto ha avuto peraltro la pessima idea di ritornare indietro, e nell'occasione i vigili sono riusciti a bloccare la vettura.

La patente del conducente è stata immediatamente ritirata. La sanzione prevista è di 666,67 euro e 6 punti. Alle forze dell'ordine il conducente, italiano, ha detto di non essersi accorto della trovata del passeggero.

Il diciottenne albanese si è invece giustificato dicendo che siccome i vigili non si vedevano bene, in quel modo pensava di poterli vedere meglio, riuscendo anche a fotografarli per dimostrare che la postazione non era regolare.

Mentre gli agenti stavano redigendo i verbali, si è fermata un'auto con degli altri ragazzi che, ignari di quanto era successo, hanno cominciato a vociare frasi del tipo: "Non firmate niente"; "Rifiutate i verbali", "I vigili non sono vicini all'autovelox". Altri automobilisti convinti, quindi, dell'irregolarità della postazione della polizia locale.

Nella stessa serata di mercoledì la polizia estense ha fotografato due auto in centro a Stanghella a 144 e 109 km/h, un 114 km/h a Villa Estense e un ciclomotore agli 83 orari a Granze: peccato che il motociclo fosse omologato per i 45.

"E' bene sapere che in giro ci sono personaggi di questo tipo - tiene a sottolineare Maurizio Cavatton, comandante del Distretto di polizia - che poi sono in gran parte gli stessi che strillano contro i "soprusi" dei vigili. O dobbiamo fare i soliti discorsi di circostanza quando provocano delle stragi o che, come nel caso del signore investito a Tribano, si danno alla fuga senza prestare soccorso?". A proposito del caso di Tribano, Cavatton vuole puntualizzare alcuni dettagli rispetto a quanto è stato finora affermato.

Arturo Contato, 77 anni, venerdì scorso è stato investito da un'auto pirata sulla Monselice-mare all'incrocio con in via Legnosa. I parenti dall'anziano erano quindi stati colti dall'autovelox (la stessa postazione giudicata irregolare dall'albanese sulla Punto e dagli occupanti dell'altra auto), mentre preoccupati correvano in ospedale dal loro caro. E si erano fermati alla postazione dei vigili, per segnalare l'urgenza che li spingeva all'ospedale.

"Ero lì - riferisce Cavatton - e ho detto io alla figlia di andare pure in ospedale dal padre. Sono stato costretto a ripeterglielo più volte, chiedendo poi di portarci con comodo un certificato del Pronto soccorso. Abbiamo considerato che al padre potesse essere di aiuto anche il supporto morale dei parenti, oltre che l'intervento dei sanitari, e di conseguenza non li abbiamo trattenuti per la verbalizzazione, benché fosse chiaro che la vita del padre era nelle giuste mani e che quello che potevano fornire i parenti era il solo sostegno affettivo. D'altra parte non possiamo bloccare un verbale per un'infrazione commessa. In situazioni come questa, davanti al ricorso, che probabilmente sarà presentato, saremo noi stessi in sede di controdeduzione a confermare l'opportunità
dell'archiviazione per stato di necessità. E comunque non effettueremo alcuna attività volta alla conferma della multa, come invece avviene quando ci troviamo davanti a ricorsi che giudichiamo infondati".

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