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Multati mentre corrono all'ospedale, i vigili chiedono il certificato ma poi non basta

Il padre settantasettenne travolto da un'auto pirata. Lei in piena notte si fa

accompagnare d'urgenza a Monselice dal fidanzato della figlia. Gli agenti di Solesino "scattano" la foto e invitano a presentarsi il giorno dopo al comando con il documento del medico del Pronto soccorso. Per niente. Adesso rivolge un appello ai testimoni dell'incidente e parla di "amara beffa"
TRIBANO. Autovelox senza pietà lungo la Monselice-mare. Anche i parenti della vittima di un incidente stradale, fotografati mentre a bordo di un'automobile stavano correndo in ospedale appena ricevuta la notizia, dovranno pagare la multa oppure fare ricorso al giudice di pace. Gli agenti della polizia locale di Solesino, appostati lungo la superstrada all'incrocio per Pozzonovo, sono stati inflessibili: nessuno sconto per chi corre, nemmeno se dimostra che sta raggiungendo il Pronto soccorso con il cuore in gola per la sorte del proprio caro.

E' accaduto venerdì scorso ai parenti di Arturo Contato, il settantasettenne di Tribano investito mentre correva in bicicletta da un'auto pirata lungo la superstrada. L'automobilista non si è fermato a prestare soccorso e l'anziano ora è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Monselice.

I figli dell'anziano investito stanno cercando testimoni che permettano di fare luce sull'incidente e rivolgono un accorato appello agli automobilisti passati intorno alle ore 22.30 lungo la superstrada in prossimità dell'incrocio con via Legnosa. "E' importante qualsiasi dettaglio", affermano. "Se qualcuno ha visto qualcosa, si metta in contatto con i carabinieri oppure con uno di noi familiari. Ringraziamo pubblicamente i primi soccorritori che si sono fermati subito dopo l'incidente e speriamo di poter ottenere delle risposte. Ci lascia l'amaro in bocca, invece, il trattamento ricevuto dai vigili di Solesino in un momento per noi così drammatico».

Appena saputo dell'incidente una delle figlie di Contato è salita in macchina per raggiungere il Pronto soccorso di Monselice. Lungo la superstrada, all'altezza dell'incrocio con la provinciale per Pozzonovo si è accorta della pattuglia e ha visto scattare il flash dell'autovelox. "Alla guida c'era il fidanzato di mia figlia - racconta la donna - e ci siamo subito fermati per spiegare che stavamo andando con una certa urgenza all'ospedale per avere notizie di mio padre appena investito. Gli agenti ci hanno risposto che non avevano tempo e che la mattina dopo dovevamo presentarci al comando di Solesino con il certificato del Pronto soccorso. Così abbiamo fatto e la mattina seguente abbiamo ritrovato gli stessi vigili che ci hanno liquidato dicendo che non possono farci nulla e che abbiamo il diritto di fare ricorso al giudice di pace. A questo
punto, ci chiediamo, perché farci andare a Solesino? Perché costringerci a rincorrere i medici nel cuore della notte per un certificato che non serve a nulla? Ci è sembrata proprio una beffa. Un'amara beffa".

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