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Nella morsa del caldo africano, altri tre morti a Padova

Tre pesone anziane sono state trovate morte in casa o lungo la strada. Ieri la temperatura più elevata a Campodarsego e Montagnana con 36 gradi. Ancora parecchi giorni di solleone. Allarme ozono in città

PADOVA. Caldo-record: è ancora emergenza. Dopo i 35 gradi di ieri, anche oggi i meteorologi attendono temperature elevate, fino a percepire addirittura i 38 gradi. Ieri altri tre anziani sono morti: si sospetta che il caldo sia stato decisivo.

All’alba è stato trovato privo di vita nel suo letto Terenzio Castaldo, 77 anni, residente in via Salerno 9, alla Sacra Famiglia. La moglie ha dato l’allarme quando si è resa conto che il marito non si muoveva.

Altro decesso poco più tardi alla Mandria, nel fossato tra via Ca’ Rasi e via Montà giaceva il corpo esanime di Lino Levorin, 82 anni. Lì accanto, appoggiata al guard rail, la sua bicicletta grigia. Le cause della morte non sono ancora del tutto chiare, ma non si esclude che l’alta temperatura possa aver avuto un ruolo decisivo su un fisico già debilitato. Sul caso stanno indagando i poliziotti della Squadra volante.

Alle 18 sempre la polizia è intervenuta in via Manzoni 96: nell’abitazione è stata trovata senza vita di Albertina Bogliani Bellicanta, 78 anni. L’allarme l’ha dato un conoscente che era andato a farle visita.

Temperatura. La colonnina di mercurio ieri ha segnato il record a Campodarsego e Montagnana, con 36 gradi. A Legnaro, Teolo e Tribano il termometro si è fermato a 35. Anche a Padova massime di 35 gradi, con 37-38 gradi di temperatura percepita.

Il meteorologo.
«Nei prossimi giorni la situazione non cambierà - avvisa Antonino Bonan, del Centro Meteo di Teolo - ci saranno giornate molto soleggiate: il disagio fisico sarà avvertito per via dell’afa. Noi abbiamo inviato all’Usl una informativa che parla di “disagio intenso in pianura”».

Allarme ozono.
Intanto in città è allarme anche per il livello dell’ozono, che ieri ha superato i 180 microgrammi, facendo scattare la soglia di attenzione. «Si tratta
del limite oltre cui si possono registrare effetti acuti immediati - denuncia Lucio Passi di Legambiente - Il valore per la protezione umana è stato superato ben 77 volte. Incomprensibile il silenzio dell’amministrazione».
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