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Londra brucia, il racconto dei padovani in Inghilterra

Mattelo Schiavon, 26 anni di Este, e Matteo Bruschetta, 27 anni, di Megliadino San Vitale, raccontano la ribellione nella capitale inglese: "La polizia non è capace di arginare le violenze"

LONDRA. Quarto giorno di guerriglia lungo le strade di Londra. La città è nel caos e di notte diventa terra di nessuno tra incendi, saccheggi e devastazioni. Un inferno dove vivono in queste ore anche molti padovani. La guerriglia urbana continua a mettere a ferro e fuoco i quartieri periferici della città dove entrano in azione bande di incappucciati (composte in prevalenza da adolescenti) che lanciano molotov contro la polizia.

Matteo Schiavon ha 26 anni ed è di Este, zona Santo Stefano. Da tre anni vive a Londra a Camden Town: ha concluso il master in Business and event management alla London Metropolitan University e ora lavora in un Club in Kings Cross dove, dopo aver iniziato come barista, si occupa dell'organizzazione di serate nel management dell'azienda. «Qui la situazione sta prendendo una piega strana - racconta - Tutto è partito dalla zona nord, dopo l'uccisione da parte della polizia di un ventinovenne in circostanze sospette. La guerriglia è avanzata in senso orario e le maggiori zone colpite sono state il sud e una parte tranquilla dell'area ovest. La zona là è famosa per essere abitata da spacciatori e da gente che non lavora e che vive in benefit (ricevendo soldi del governo). Quindi si è spostata in tutta Londra.

Ieri sera in Camden si respirava aria strana anche se nessuno credeva si potesse arrivare a questi livelli. Faceva grande paura vedere la gente che correva per andare a casa verso le 18, 19. Come del resto ho fatto io. Verso le 23 è scoppiato il finimondo. Infatti tutto comincia quando cala la sera. Son apparsi come 50 adolescenti per non dire ragazzini, in predominanza neri e hanno iniziato a devastare quello che incontravano specialmente supermercati, negozi di scarpe computer e biciclette. Scene terribili. La sensazione che si respira è che stanotte succederà ancora qualcosa. La notte scorsa era pericoloso pure affacciarsi dalla finestra. Non è proprio vero che tutto è iniziato per l'uccisione di un uomo. Il tutto nasce perché a Londra la situazione economica sta crollando e qui non ci sono abituati. Un quinto dei bambini e dei ragazzi vive sotto la soglia di povertà, non studiano, non leggono. Non hanno soldi e quindi hanno usato questa scusante per ribellarsi alla loro situazione. A loro interessa il cibo, i computer, le biciclette i telefonini che poi utilizzeranno o rivenderanno. Poi naturalmente ci sono i piromani di turno che si divertono ad incendiare auto e bus. Una situazione davvero tremenda specialmente perché non c'è la polizia. Ci sono una valanga di arresti e si percepisce il rischio. La polizia è in netta minoranza presidia solo le zone dove i ribelli sono al massimo 50 o 100. Nei posti più colpiti come Croydon Ealing Clapham si parlava di 300 ragazzi per zona...contro 50 poliziotti».

Matteo Bruschetta, 27 anni di Megliadino San Vitale, è residente a Londra da due anni. «Sembra una giungla, la cosa più inquietante è che polizia non è in grado di arginare il problema - aggiunge - c'è però un modo per fermare i vandali: è il caso di Dalston a un chilometro da dove abito io. Qui la comunità turca è scesa per le strade per fermare i rivoltosi e salvare i negozi. Loro sono la popolazione più numerosa e hanno difeso il quartiere. La cosa strada è che mai un inglese è sceso per strada a salvare la città».

Savino Ventura torna a Padova i prossimi giorni dopo aver lavorato come
cameriere per un anno a Londra. «Durante il giorno non si nota nulla - racconta - i disordini accadono la notte. Io vivo a nord-ovest, ma lontano dalle zone calde. Ma in città c'è una gran tensione e non si parla d'altro. Le televisioni mostrano immagini della devastazione».

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