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Monte Venda, presidio per la piramide. Rinviata la demolizione, ma arrivano i carabinieri

Gli iscritti all'associazione "La Piramide di Luce" si sono opposti al personale del Parco Colli e agli operai della ditta incaricata di abbattere la struttura di 7 metri, che è abusiva ma a sentire loro è luogo di meditazione, energia e benessere. Probabile scattino le denunce

CINTO EUGANEO. Fallisce "l'assalto" alla piramide dei Colli Euganei. Ieri il Parco Colli ha cercato invano di procedere alla demolizione della struttura realizzata sul monte Venda dall'associazione «La Piramide di Luce». Soci e proprietari della piramide hanno opposto resistenza, tanto da richiedere l'intervento dei carabinieri e da rischiare la denuncia per interruzione di pubblico servizio. L'obiettivo è stato però raggiunto: la struttura per ora resta in piedi.

La piramide. La Piramide Veneta, come è chiamata dall'associazione, è una struttura "fisico-energetica" alta 7 metri, «costruita esplicitamente per accelerare la consapevolezza dell'individuo che si espone ad essa», si legge nel sito del gruppo. Si trova in via Sassoni 26 a Valnogaredo, di fianco all'agriturismo Alto Venda. Responsabile della piramide è l'associazione vicentina «La Piramide di Luce», presieduta da Mauro Lando. Sono in tutto 600 gli associati che godono, a detta loro, degli effetti benefici della struttura. Secondo il Parco Colli, tuttavia, la «Piramide Veneta» è un chiaro abuso edilizio. L'ente ha quindi emesso un'ordinanza per la remissione in pristino dei luoghi.

La demolizione. Ieri mattina sul Venda sono arrivati tre operai di una ditta esterna, il segretario del Parco Colli, Michele Gallo, e il responsabile dell'ufficio tecnico Sara Mengotti. L'area che ospita la piramide, stranamente, era circondata da un nastro rosso e bianco da cantiere. A sbarrare l'accesso c'erano poi alcune automobili, dietro alle quali erano assiepati i membri dell'associazione. La resistenza all'attività di demolizione era evidente. E' stato dunque chiesto l'intervento dei carabinieri, e sul posto sono giunti i militari di Monselice e Lozzo Atestino.

I "dissidenti", una decina in tutto (donne e bambini compresi) non hanno desistito e solo una vettura, quella del titolare del vicino agriturismo, è stata rimossa. I presenti hanno invece minacciato di rinchiudersi dentro alla piramide, qualora le ruspe fossero entrate in azione. Operai e tecnici hanno quindi dovuto abbandonare l'operazione. Ora il Parco si appellerà all'autorità giudiziaria, che entro dieci giorni dovrebbe emettere un'ordinanza per l'ingresso coatto alla piramide. I manifestanti saranno invece quasi sicuramente denunciati.

L'appello.
Nel sito dell'associazione (www.piramidediluce.net) era stato lanciato nei giorni scorsi l'appello a partecipare alla manifestazione «40 ore di veglia alla piramide», da sabato pomeriggio a lunedì mattina. I vacanzieri erano stati addirittura invitati a tornare a casa. «Questi sono momenti importanti per il benessere e l'esistenza
stessa della Piramide - si legge - Ci sono forze oscure che stanno spingendo per il suo immediato abbattimento. Se sei impossibilitato a venire, tiene una candela accesa a casa per la durata della veglia e manda energia di chiarezza a chi non comprende ancora l'importanza della struttura».

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