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Gli autovelox della Bassa Padovana: a 154 orari in centro abitato

Maurizio Cavatton, comandante del Distretto di polizia locale Euganeo Estense, si sfoga: «Questi incoscienti vanno fermati, altro che trappole»

GRANZE. In moto ai 154 chilometri all'ora in centro abitato. In furgone ai 131 orari sulla Monselice-mare e ai 148 a pochi metri dal centro di Solesino. Sono questi i numeri con cui devono fare i conti quasi quotidianamente gli agenti del distretto di polizia Euganeo Estense. All'indomani dell'ennesima critica da parte di automobilisti beccati dal telelaser, il comandante Maurizio Cavatton si sfoga.

«Quanti si lamentano del nostro operato dovrebbero riflettere anche su queste situazioni - osserva Cavatton - che sono quelle che poi motivano e legittimano i nostri servizi». Cavatton ne elenca alcune, con verbali e fotogrammi alla mano. Nei giorni scorsi, lungo la Sr 16, all'altezza di via Nazionale i vigili atestini hanno immortalato una motocicletta che viaggiava a 154 km/h. E lì siamo in pieno centro abitato. Il centauro ora dovrà pagare una sanzione di 1.038 euro, perderà 10 punti della patente di guida e si vedrà sospesa la patente da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno. Lo scorso 15 luglio, più o meno nello stesso luogo, era stato invece fotografata un'autovettura a 148 km/h. Cavatton mostra poi i risultati degli appostamenti della scorsa settimana: un furgoncino lungo la Monselice-mare ai 131 km/h (ore 23.27), una Mercedes ai 112 km/h sulla Sr 16 a Solesino (ore 00.31), un'Alfa Romeo ai 110 km/h sulla stessa strada ma a Stanghella (ore 22.49), e poi ancora due utilitarie ai 94 e ai 95 km/h sulla Sp 8 a Granze, tra le 21 e le 23. Ce n'è per tutti i gusti e di tutte le velocità. In una sola serata e lungo strade in cui i limiti sono dei 70, massimo 90, chilometri orari.

«Si parla sempre di operai che vengono multati a 51 km/h mentre vanno o tornano dal lavoro - aggiunge il comandante - ma di questi casi nelle nostre foto non ne esiste traccia, a meno che gli operai non possano permettersi auto di grossa cilindrata e moto super potenti e che al lavoro ci vadano prevalentemente di notte e nei giorni festivi. Sicuramente dispiace per chi incappa nell'accertamento per pochi chilometri in più, ma i veri "nemici" non sono i vigili che fanno il loro lavoro, ma
gli incoscienti che corrono come dei pazzi in pieno centro abitato. Sarebbe ora che i cittadini si rendessero conto che i veri "colpevoli" sono questi "pirati" e non chi cerca in tutti i modi di contrastarli».

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