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Sbalzata dalla moto, giovane padovana muore a Bolzano

Una giovane padovana, Anna Chiara Zonta, 35 anni, di Cittadella, è morta sbalzata dalla moto dopo aver toccato il guardrail sull'autostrada a Bolzano Sud. Era insieme a un gruppo di una decina di motociclisti: c'era anche il fidanzato

TOMBOLO. Era in sella alla sua Harley Davidson, insieme a una quindicina di amici motociclisti, quando ha perso il controllo della moto ed è andata a sbattere contro il guard-rail lungo l’autostrada A22 del Brennero. Anna Chiara Zonta, 35 anni compiuti il 10 marzo, è morta ieri mattina a causa delle gravi ferite riportate nel tragico incidente sulla strada delle vacanze.

Ha fatto tutto da sola, hanno riferito i testimoni agli agenti della Polstrada. Gli automobilisti in arrivo sono riusciti a evitare il corpo e hanno dato l’allarme. Non si sono invece resi conto del fatto gli altri centauri della comitiva diretta in Val Pusteria: solo a Chiusa si sono accorti dell’assenza di Anna Chiara. Il fidanzato ha provato a telefonarle pensando a un guasto meccanico e non ha ricevuto risposta. Allora è rientrato in autostrada ed è arrivato sul posto: quando ha visto la moto a terra ha avuto un malore ed è stato portato all’ospedale.

L’incidente è avvenuto alle 8,30 sull’autostrada A22 del Brennero poco prima della galleria del Virgolo, tra i caselli di Bolzano Sud e Bolzano Nord. Le condizioni della donna sono apparse subito disperate. Intubata direttamente sull’autostrada, è stata trasportata all’ospedale San Maurizio dove è morta poco dopo il ricovero. La motociclista abitava da un paio d’anni in via Po a Belvedere di Tezze sul Brenta, nel Vicentino, sulla strada che porta alla frazione di Campagnari. I vicini di casa sono sgomenti: «Era una ragazza aperta e solare, aveva una passione per i gatti, la vedevamo spesso sulla sua moto, partire per qualche viaggio».

Nata a Cittadella, Anna Chiara nel 1995 - a 19 anni - con papà Leonardo e mamma Alberta Bertuzzo si era trasferita a San Martino di Lupari; tre anni fa, il trasferimento a Tombolo, in via Giacomo Leopardi. Era figlia unica, di professione faceva la grafica pubblicitaria, aveva seguito le orme del padre, titolare dell’Open Studio, con sede nella sua villetta di Onara. Appena un anno fa, la madre - pittrice, insegnante di Educazione artistica per una vita alle scuole medie di Tombolo - si era spenta. Ora, Leonardo rimane solo. Ieri pomeriggio tutto chiuso, dal giardino ben curato dell’abitazione mancava l’auto rossa, parcheggiato c’era solo il furgoncino giallo, utilizzato per le consegne delle stampe dei suoi lavori. La notizia addolora una comunità: tutti si mettono le mani al volto, non trattengono la commozione, scuotono la testa «non ci voleva, la mamma è morta un anno fa, ci dispiace per Leonardo, ora è rimasto solo. Sono una famiglia riservata, educata, con un senso dell’arte, del bello, dell’estetica». «Solo qualche giorno fa - dice l’imprenditore Emilio Tosetto, della Teloni Tosetto di Cittadella - Leonardo era venuto a portarmi dei depliant, è da anni
che collaboriamo, lavora anche per l’Elledì di Galliera Veneta. Ero stato a una personale di pittura della moglie, a Carmignano di Brenta: fino a poco prima di morire ha trovato l’energia per dipingere». Ieri, la perdita della figlia: a dargli la notizia sono stati i carabinieri di Tombolo.

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