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Nuova moschea a Padova, la Lega: «Referendum a settembre»

Il Carroccio annuncia una consultazione "autogestita". Ma Ruzzante (Pd) difende il diritto alla libertà religiosa

PADOVA. Il «trasloco» da via Anelli a Ponte di Brenta della comunità islamica fa esplodere, di nuovo, la santabarbara della politica padovana. La Lega Nord preannuncia, a settembre, il referendum autogestito. Nel Pdl (che in Provincia ha votato la mozione anti-moschea) l'imbarazzo si sposa con la sindrome da imitazione.

Resta ferma la posizione del Comune, per altro sviscerata fin dall'ipotesi di trasferire l'associazione Rahma nell'ex fattoria della Stanga. Come non si lascia intimorire il Partito democratico: con il segretario cittadino (e consigliere regionale) Piero Ruzzante ribadisce come non sia «negoziabile» il principio costituzionale della libertà religiosa.

Massimo Bitonci, deputato e sindaco di Cittadella nonché vice presidente dell'Anci, incassa la notizia del trasloco a Ponte di Brenta e reagisce immediatamente: «Ho sentito i nostri dirigenti e militanti padovani. Tutti preoccupati, eccome, dal progetto di una moschea in città al di là della collocazione. A settembre, riprenderemo l'iniziativa su questa questione. Pronti a promuovere un referendum autogestito, se ci lasciano fare i banchetti. Per noi leghisti, Padova non è facile: dalle uova marce siamo passati alla devastazione dei gazebo» scandisce in qualità di "reggente" della Lega Nord cittadina.

Un'altra sfida a viso aperto al centrosinistra: «Noi protestiamo, magari in modo duro e deciso, ma sempre nonviolento. Se il sindaco Zanonato non vuole misurare la volontà dei padovani sulla moschea, lo faremo noi con i nostri poveri mezzi». Bitonci spiega qual è il punto dirimente, dal punto di vista del Carroccio: «L'adeguato controllo dei cosiddetti centri culturali e sale di preghiera. La Lega ha già depositato una precisa proposta di regolamentazione a livello nazionale. Prevede distanza di rispetto dalle residenze, niente minareti o amplificazione, riti in italiano e nessuna separazione fra i sessi. Regole che devono consentire di verificare cosa succede dentro questi luoghi. Altrimenti si fa tutt'altro che religione».

Conclusione di Bitonci: «Assurdo che gli islamici di via Anelli possano contare sull'aiuto del Comune. E' come a Piazzola, municipio retto dalla corrente Zanonato & Ruzzante che ha agevolato l'arrivo dei musulmani. Non è stato ancora aperto il centro islamico. Noi leghisti vogliamo che tutti capiscano che è un errore gravissimo».

La replica spetta a Piero Ruzzante, che ricopre lo stesso ruolo politico nel Partito democratico. «Ricordo bene di aver sottoscritto tanti anni fa a Montecitorio la proposta di legge per la libertà religiosa. Il primo firmatario era Valdo Spini. Il livello di civilità di un Paese si misura attraverso tanti fattori. Uno di quelli decisivi è rappresentato proprio dal diritto a praticare una fede. Del resto, previsto e tutelato dalla nostra Costituzione. La libertà religiosa è uno dei tratti significativi della stessa Europa».

Dunque, nessun tentennamento. «L'integrazione passa anche attraverso la tutela della religione per tutte le persone (95 mila quelle contabilizzate nel decreto flussi deciso da Umberto Bossi) che invitiamo in Italia, ospitiamo e facciamo lavorare nelle nostre aziende» ricorda Ruzzante ai leghisti.

Non basta: «La gente è più avanti del ceto politico del Carroccio che si limita a sbandierare propaganda. Lo ha dimostrato Grantorto, dove si era innescata pretestuosamente la polemica anti-moschea: Acqua, caricato a molla da Bitonci, ha perso clamorosamente la campagna elettorale. Una lezione per la Lega».

E il segretario cittadino Pd aggiunge un elemento di riflessione alla luce della stretta attualità: «Basta alzare lo sguardo. Forse, c'è da preoccuparsi degli invasati di destra con quel che è appena successo ad Oslo». Ruzzante accusa il Carroccio di doppiezza: «In Lombardia e Piemonte autorizza regolarmente centri religiosi, anche musulmani. Da noi finge perfino che non ci sia una normativa del loro governo che regola già questa materia». Il referendum anti-moschea? «Urne finte. In quelle vere la Lega ha già perso il 21% dei suoi consensi» ironizza Ruzzante.

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