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Si schianta e muore, trovato all'alba

Falegname esce di strada in scooter tornando a Ponso, lo scoprono ore dopo

PONSO. Il corpo privo di vita è rimasto per tutta la notte dentro un fossato. Solo nel primo mattino un passante si è accorto della tragedia e ha dato l'allarme. Dramma nel dramma quello capitato ad Angelo Naso, 51 anni il prossimo mese, morto l'altra notte sulla «Moceniga». Falegname a Casale di Scodosia, ma residente in via Palazzi 21 a Ponso, è morto in sella al suo scooter Scarabeo lungo la sp 91. Quando sia accaduto l'incidente è ancora da chiarire. Il corpo è stato scoperto ieri alle 8 da un ciclista che passava lungo la provinciale. Era dentro un fosso all'altezza di via Este, tra le frazioni della Ciesazza e Valle Mocenighe. Accanto alla salma di Naso, il casco e la moto, andata in pezzi.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i carabinieri del nucleo radiomobile e i vigili del fuoco di Este, seguiti a ruota dal fratello Floriano. L'incidente mortale deve essere accaduto non più tardi di mezzanotte: «Angelo era uscito di casa intorno alle 20 - conferma Floriano - probabilmente per raggiungere alcuni amici. Di solito non faceva tardi. Quando a nottata inoltrata non l'abbiamo visto rientrare, ci siamo subito preoccupati». Sono state avvertite le forze dell'ordine, ma è solo con la macabra scoperta di ieri mattina che si è venuti a capo della sparizione del cinquantenne. Naso è uscito autonomamente di strada in prossimità di una curva a destra, mentre percorreva la sp 91 in direzione del centro di Ponso. Dunque verso casa. Ha tagliato la curva ed è volato dentro al fossato, forse per un malore o per una manovra azzardata. Nel cadere ha perso il casco e ha battuto violentemente la testa. E' morto praticamente sul colpo, anche se sarà solamente il medico legale a stabilire l'esatta ora del decesso. La sua moto si è invece schiantata contro la base di un ponticello e ha terminato la propria corsa a pochi metri dal suo proprietario. La folta vegetazione su cui corpo e mezzo sono piombati e la scarsa illuminazione del tratto hanno nascosto l'incidente per tutta la notte.

«E pensare che poco prima della scoperta ero passato anche io in bici - racconta il socio di Naso - ma ero dalla parte opposta della strada e non ho notato nulla». Angelo Naso non era sposato e non aveva figli. Viveva da sempre in centro a Ponso con la madre Giannina, 87 anni, ancora in piena attività. Proprio per questo, ieri i familiari hanno voluto evitare di raccontare della fine improvvisa del figlio. Lo choc sarebbe stato troppo grande. Il cinquantenne lavorava come falegname e da tempo era contitolare della ditta Mobilfuturo srl di Casale di Scodosia, con sede in via Piemonte. I colleghi lo descrivono come un grande lavoratore e un abile imprenditore, doti che erano emerse anche in questi tempi, in cui il distretto del legno della Sculdascia vive un momento molto delicato. Tra le sue passioni trovava però spazio anche il teatro. Faceva infatti parte della compagnia Gruppo Teatro
Vecchio Veneto di Bresega di Ponso, una delle più solide e affermate realtà della Bassa Padovana. Nell'ultima rappresentazione della compagnia, «Non ghe xe problemi», Naso interpretava la figura di Settimo.

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