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Padova, mazzi di fiori al semaforo per la clochard Barbara

I fiori per Barbara Zappon lasciati all'incrocio tra via Belzoni e via Falloppio

Ha commosso la morte della trentanovenne senzatetto investita mentre percorreva in sella alla sua bicicletta la strada che da Bastia di Rovolon porta a Lovolo

PADOVA. Barbara Zappon, la trentanovenne morta travolta in biciletta da un'auto lungo la strada che collega Bastia di Rovolon e Lovolo, era molto nota in città come "la clochard dagli occhi di ghiaccio" per i suoi bellissimi occhi azzurri.

Barbara faceva vita da barbona e quasi ogni sera stazionava all'incrocio tra via Belzoni e via Falloppio, chiedendo l'elemosina ai passanti. Gli automobilisti padovani ormai la conoscevano, come sapevano benissimo riconoscere la sua bici con i sacchetti su ...

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PADOVA. Barbara Zappon, la trentanovenne morta travolta in biciletta da un'auto lungo la strada che collega Bastia di Rovolon e Lovolo, era molto nota in città come "la clochard dagli occhi di ghiaccio" per i suoi bellissimi occhi azzurri.

Barbara faceva vita da barbona e quasi ogni sera stazionava all'incrocio tra via Belzoni e via Falloppio, chiedendo l'elemosina ai passanti. Gli automobilisti padovani ormai la conoscevano, come sapevano benissimo riconoscere la sua bici con i sacchetti sul manubrio, e in molti, aspettando il verde al semaforo, scambiavano due parole con lei, la quale, peraltro, spesso si metteva a cantare o ballare sprezzante dei pericoli del traffico.

Oggi per ricordare "Occhi di ghiaccio" all'incrocio, proprio alla base del semaforo vicino al quale lei parcheggiava la bici, sono stati deposti alcuni mazzi di fiori.

Barbara Zappon apparteneva, come si suole dire, a una buona famiglia di Noventa Vicentina. Nel Vicentino vivono la mamma, Bianca, il padre, Siro, con il quale ha avuto un rapporto difficile, il fratello Ezio, che ha uno studio tecnico, e la sorella Silvia.

Lunedì gli operatori dei Servizi sociali del Comune di Padova si metteranno in contatto con i familiari per l'organizzazione dei funerali della donna. Funerali cui già molti padovani hanno annunciato di voler partecipare. Il "popolo del web", infatti, ha salutato con commozione e partecipazione la scomparsa di una persona comunque benvoluta e simpatica alla maggior parte dei padovani. Tant'è che nel tam-tam di commenti è nata persino l'idea di apporre una targa in ricordo della sfortunata clochard nel luogo in cui era solita stazionare, cioè l'incrocio tra via Falloppio e via Belzoni.

Un'idea la cui fattibilità, tuttavia, ambienti dell'amministrazione comunale tendono a escludere. "Difficile pensare che si possa dedicare una targa, anche a spese di privati, a una pregiudicata con condanne penali", è il commento.