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San Giorgio in Bosco, fucilate contro il vu' cumprà scocciatore

Disturbato a ora di pranzo da un venditore ambulante africano con regolare licenza, idraulico reagisce in malo modo e la discussione degenera in una lite violenta. Per avere la meglio alla fine spara. Denunciato dai carabinieri, ammette: "Ho esagerato"

SAN GIORGIO IN BOSCO. Una lite furibonda, pugni calci e strattoni, e poi almeno un colpo sparato in aria. All'origine della lite, che avrà strascichi giudiziari, una «incomprensione» tra un venditore ambulante africano e il padrone di casa esasperato.

I fatti si sono verificati venerdì, all'ora di pranzo, in via San Francesco a San Giorgio in Bosco. Si tratta di una laterale di via Kennedy, la strada che conduce a Villa del Conte. Il venditore, un nigeriano di 35 anni, ha denunciato Lino Campagnolo, 57 anni, conosciuto in paese per il suo lavoro di idraulico: i carabinieri gli hanno contestato i reati di minaccia aggravata ed esplosioni pericolose.

Campagnolo ora ammette: «Ho esagerato, ma ero esasperato». È lui stesso a raccontare un quarto d'ora ad alta tensione.

«Verso le 13 di venerdì ero appena tornato a casa e stavo pranzando. Mi aveva già scocciato la telefonata di una compagnia telefonica quando qualcuno ha suonato il campanello. Mi sono affacciato alla finestra e ho visto che era un uomo di colore. Ho lasciato perdere, non mi serviva nulla. Lui però ha iniziato a insistere, suonando il campanello due-tre volte, allora sono uscito di casa, aveva un borsone sulle spalle e mi ha chiesto "Vuoi comprare?". "No, non mi serve nulla". "A voi italiani non serve mai nulla ma io ho bisogno di mangiare", mi ha detto. "E allora vai a lavorare" gli ho risposto io».

Il vù cumprà - continua l'artigiano - «allora mi ha coperto di insulti, io sono rientrato in casa e ho azionato il comando per chiudere il cancello elettrico, rimasto aperto. Ma lui ha iniziato a mettere la gamba in mezzo, facendo scattare la fotocellula. L'ha fatto tre-quattro volte, finché mi sono spazientito, l'ho preso per un braccio per farlo uscire da casa mia. Dagli insulti si è passati a strattonamenti, pugni, pedate. L'ambulante ha preso un manico di scopa e me l'ha puntato contro, io l'ho afferrato e abbiamo ripreso con calci ed urtoni».

Alla fine, Campagnolo è rientrato in casa e ha afferrato il fucile, un calibro 12 regolarmente detenuto; il venditore vedendolo con l'arma in mano, è corso verso il cortile dell'abitazione della cognata del suo avversario e ha raccolto una pietra. Campagnolo ha chiuso ogni discorso sparando un colpo, l'altro - regolarmente in Italia e con una licenza di vendita ambulante - ha preso paura ed è fuggito, chiamando subito le forze dell'ordine, intervenute dopo pochi minuti.

«Ho sbagliato - ammette Campagnolo - sono stato troppo impulsivo, ma questa continua presenza di vu' cumprà che suonano il campanello
e l'insistenza di quell'uomo mi hanno fatto perdere il controllo. Quindici giorni fa un ambulante a cui mia moglie aveva detto di non voler comprare nulla, ha sputato sulla nostra cassetta della posta».

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