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Arcella, discarica a cielo aperto all'ex Configliachi

Rifiuti di ogni genere davanti alla facciata dello storico palazzo si via Guido Reni

ARCELLA. Una vera e propria discarica a cielo aperto nello spazio antistante la storica facciata del Configliachi, in via Guido Reni, all'Arcella. Rifiuti di tutti i tipi, tra cui tantissime bottigliette e lattine di birra vuote e sacchetti d'immondizia varia, lasciati sul posto da passanti e ciclisti senza scrupoli che se ne fregano fare altri quattro passi per andare a gettare le scoasse nei vicini cassonetti, che si trovano in via Duprè ed in via Valmarana. La segnalazione dei «rifiuti selvaggi» davanti alla sede distaccata dell'Arcella dell'istituto per non vedenti, la cui sede centrale è a Chiesanuova, in via Sette Martiri, è stata effettuata sia dagli utenti del tram, diretti a a Pontevigodarzere, sia dagli automobilisti costretti a sostare a fianco dell'immondizia quando il semaforo è rosso.

D'altronde sono anni che il degrado davanti alla facciata abbandonata del Configliachi, vincolata dalle Belle Arti, viene pubblicizzato dai coordinatori del comitato «Arcella, un quartiere, una città» e da quasi tutti i consiglieri della Circoscrizione Nord ed in particolare da Franco Vanzan, che abita nella vicina via Bolis. «La parte esterna di quell'edificio non può essere lasciata nel degrado attuale - dice l'architetto Vanzan, esponente del Pd locale ed ex consigliere comunale del Pci ai tempi della giunta Giaretta -. Con il gran caldo, come accade ogni estate, arriveranno anche i topi e tutti i tipi d'insetti. È arrivata l'ora non solo di rimuovere le erbacce, ma anche di mettere mano, una volta per sempre, al progetto di ristrutturazione dell'intero edificio, compreso quello relativo al recupero della parte interna, dove vivono, oramai da circa vent'anni, gli ottanta ospiti non-autosufficienti dell'Ira, che dovrebbero trasferirsi al più presto alla nuova Rsa di Selvazzano Dentro».

Tra coloro, poi, che in zona rivendicano l'inizio dei lavori per togliere dal degrado la sede nord del Configliachi anche Luca Scandaletti, il titolare del bar pasticceria Le Sablon. Un artigiano che è direttamente interessato al recupero generale dell'istituto pubblico, inaugurato negli anni del fascismo, perché, per tutti i clienti che si siedono sulla sua terrazza all'aperto a bere un cappuccino o gustare un gelato, la visione della facciata del Configliachi rappresenta un autentico pugno nell'occhio. Da parte sua il presidente del consiglio di amministrazione dell'ente per non vedenti, appena venuto a conoscenza dell'escalation del degrado nella parte vecchia dell'edificio,
ha contattato i responsabili del settore manutenzione. «Purtroppo non ne sapevo nulla - dice Angelo Fiocco -. Sempre se è nostra competenza, tra oggi e domani faremo il possibile per bonificare tutta l'area.

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