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Arrivano da Polverara le campane che oggi a Mestre suonano per il Papa

Quattro bronzi realizzati a tempo di record dall'azienda di Gianfranco Acazi. Saranno suonati da altrettanti giovani campanari della scuola di Vicenza

POLVERARA. La messa celebrata da Benedetto XVI stamattina nel parco di San Giuliano a Mestre sarà scandita dai rintocchi di quattro campane arrivate da Polverara e azionate a mano da altrettanti giovani campanari vicentini. Merito di Gianfranco Acazi, uno dei rari professionisti del settore.

Acazi, da quasi quarant'anni alla guida dell'Elettrojolly, è salito su centinaia di campanili nella sua carriera. Ma un'emozione così grande probabilmente non l'aveva ancora provata: costruire a tempo di record un campanile per il Papa, dirigere personalmente un «concerto» di campane suonate a mano e, al termine, essere ringraziato dal pontefice in persona.

Alle prove generali ieri non sono passati inosservati i giovani campanari impegnati a far risuonare i quattro grossi bronzi di fronte al palco papale. Pare che sia la prima volta che il Papa assiste a un concerto di campane azionate a corda durante uno dei suoi viaggi.

Le campane non erano nel programma della messa a San Giuliano, finché, dieci giorni fa, Acazi riceve una telefonata dal Vaticano. A chiamarlo è don Gianandrea Di Donna, padovano, docente di liturgia orientale alla Pontificia Università Vaticana, che gli racconta di un colloquio con il cerimoniere del Papa. «Visto che Benedetto XVI ama il suono delle campane dal vivo e non quello registrato - racconta Acazi con la voce rotta dall'emozione - mi è stato chiesto se ero in grado di recuperare quattro campane. E' il nostro lavoro ma non è così scontato averne ben quattro subito a disposizione e pronte per l'uso. Evidentemente ci ha pensato la Provvidenza perché in azienda avevamo giusto quel che faceva per il Papa. Il campanone da 6 quintali è della cattedrale di Adria, fuso dalla Fonderia de Poli di Vittorio Veneto, le altre tre campane più piccole della parrocchia di San Pietro di Vicenza, realizzate dalla fonderia vicentina Fracarro. A prepararle ci sarebbero voluti almeno tre mesi, queste invece erano già pronte. I parroci sono stati ben lieti di prestare le campane al Papa».

Detto e fatto. Il liturgista vaticano è stato anche a Polverara e nel giro di qualche giorno la ditta di Acazi, lavorando a pieno ritmo, è riuscita a costruire il «castello», una struttura metallica per il sostegno delle grosse campane e completare il lavoro per la messa di oggi. «A questo punto mi sono detto che sarebbe stato bello azionare le campane con le corde a mano anziché con un motore - aggiunge l'imprenditore di Polverara -. Ne esce un suono più coinvolgente, più suggestivo. Così ho contattato i ragazzi della scuola campanaria San Marco di Vicenza che hanno accettato con entusiasmo».

Le campane suoneranno in più occasioni: 5 minuti alle 9 e alle 9.30, poi 10 minuti all'arrivo del Papa verso le 9.45, durante la liturgia della Consacrazione - il momento
più delicato con otto rintocchi da non sbagliare assolutamente - fino al lungo concerto al termine della messa. A dirigere i campanari Acazi, che sarà ricevuto per qualche istante da Ratzinger. «Alle prove generali è andato tutto bene, speriamo che anche il Papa possa apprezzare il nostro impegno».

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