Menu

Monselice, arrestato l'incubo del fruttivendolo

Estorceva da mesi soldi e alcolici: catturato mentre picchiava la vittima

MONSELICE. «Non ce la facevo più. Era diventato un incubo. Oggi mi sembra di essere tornato a respirare». L'incubo di Giovanni Boaretto è finito l'altro ieri alle 16, quando i carabinieri di Monselice hanno fatto irruzione nel suo negozio di ortofrutta, in via Colombo 39 A.

All'interno vi hanno arrestato il suo persecutore, Andrei Bodorin, trentacinquenne moldavo. A suo carico l'accusa di estorsione ai danni del commerciante sessantunenne. Bodorin, operaio regolare in Italia, residente a Monselice in via Raffaello 10, aveva finito da poco di scontare i domiciliari per una rapina ad Albignasego. In passato è stato accusato di furto, rapina, lesioni, violenza e minacce, evasione e spaccio di stupefacenti. E da un anno aveva preso di mira l'ortofrutta di Boaretto. Continue richieste di alcolici e denaro, accompagnate da minacce e botte. Così riusciva a strappargli ogni volta 10, 20 euro o più: in questi mesi gli avrebbe spillato almeno 500 euro. Ma più ancora del denaro, a tormentare Boaretto e la moglie Luigina Resente, che gestisce insieme a lui il chiosco lungo la circonvallazione, era questa presenza minacciosa, che ormai compariva tutti i giorni, quasi sempre verso le 20, ora di chiusura. Lo scorso inverno, aveva pure suonato alla porta di casa loro, a Sant'Elena, nel cuore della notte.

Un clima di terrore e vessazioni a cui i coniugi hanno deciso di reagire, denunciando tutto ai carabinieri. «Avevo paura, ci ha minacciati spesso, diceva: "Guarda che se mi mandi in galera io ti ammazzo" - confessa Boaretto - Ma a un certo punto non ce l'ho più fatta. Ho ancora paura di ritorsioni, ma non si poteva continuare a vivere così». Tutto è iniziato quando Bodorin ha preso a frequentare il negozio, circa un anno fa. «Ci chiedeva birra, o soldi - racconta il titolare - E' un omone grande e grosso e ci incuteva timore, anche perché era quasi sempre ubriaco. Una volta, circa 7 mesi fa, ha preso tutti i barattoli di conserve e li ha fracassati. L'altro ieri mi ha preso per il bavero e mi ha sbattuto a terra. Poi, siccome si era fatto male a una mano, si è inventato che io l'avevo investito con l'auto, e pretendeva che gli dessi 50 euro per il pronto soccorso».

Qui è scattata la determinazione a reagire. «Ieri mattina si è ripresentato qui, voleva da bere - spiega la moglie del titolare - Gli ho detto no, allora è andato al Lidl ed è tornato qui con due birre. Ho chiamato i carabinieri. Lui si è fermato qui ad aspettare mio marito». Ed è scattata la trappola. Alle 16 Boaretto si è presentato per riaprire il negozio. Bodorin lo attendeva. Ma i carabinieri aspettavano lui. Hanno fatto irruzione in 5, sorprendendolo mentre stava per schiaffeggiare il commerciante dopo averlo strattonato. E' scattato l'arresto in flagranza per estorsione e Bodorin è stato tradotto alla Casa circondariale
di Padova, a disposizione del pm di turno. A Monselice aveva già dato problemi anche ad altri esercenti ed è faccia nota pure alla Polizia locale, che l'ha segnalato per ubriachezza molesta e multato più volte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro