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Sport e tragedia: le dittature e l’Argentina, Maradona, Monzon e gli altri

Ballestracci, dai racconti al romanzo «La storia balorda» di Stablinski

«Sai, Stablinski, ero un bravo ragazzo, l'orgoglio dei miei genitori, e ora piscio sulle tombe. La storia è balorda, Stablinski». Così balorda che il male assomiglia sempre a se stesso, pure nella banalità, anche se cambia tempo, luogo, modi e forme. «La storia balorda» è appunto il titolo del bel libro di Marco Ballestracci, scrittore, musicista blues e cogestore della "mitica" Casetta rossa a Castelfranco.  Ballestracci è al suo quinto libro, dopo gli esordi, con «Il compagno di viaggio», seguito da «Bluespadano». Poi sono venuti i promettenti «A pedate» (selezione Bancarella sport 2009), sulle orme di Soriano, e soprattutto «L'ombra del Cannibale», dedicato a Eddy Merckx. Tutti volumi di racconti. Senza tradire questa impostazione, l'autore castellano ha pubblicato ora per Instar Libri «La storia balorda», dove i racconti, come mattoni formano un unicum, che non è un romanzo ma neppure storie sganciate a se stanti. Sono fili che si intrecciano e formano una corda robusta su cui il narrare si ancora: se raccontare è l'unico modo per salvare la pelle, Ballestracci c'è molto vicino.  La vicenda prende le mosse alla vigilia della seconda Guerra e si snoda parallela a diverse vicende sportive - se così possiamo definire anche l'iniziale partita di scacchi - che accompagnano la tragedia non irripetibile che Adolf Hitler sta per scatenare nel Vecchio continente. In Ballestracci lo sport si fa mito, resistenza, rivolta, ma anche strumento di propaganda e repressione. Tra personaggi reali e fantasie, protagonisti inventati e tragedie autentiche, Ballestracci proietta sullo schermo con grande capacità espressiva ed emotiva, ma non senza ironia, eroi disseppelliti dall'oblìo: da Leonidas Da Silva, centrattacco carioca, a Bartali, da Nino Benvenuti a Carlos Monzòn, da Matthias Sindelar che rifiuta di giocare per Hitler a Ernst Willimowski, che da solo fece tremare il Brasile, da Rodrigo Valdéz agli sberleffi di Diego Armando Maradona, a Casimiro Stablinski, il vero protagonista, ingenua e ignara vittima del destino e dei generali argentini.  Il destino, che tende un agguato a Casimiro, erede di una famiglia, che per fuggire alle persecuzioni scappa dalla Polonia, stretta fra due dittature sanguinarie e voraci, prima in Francia e poi in Argentina, rifugio sicuro invece per Adolf Eichmann, sfuggito alla cattura attraverso l'Operazione Odessa, chiamato a organizzare in Sudamerica la rete dei fuoriusciti tedeschi che avrebbero dovuto far risorgere la Germania e il nazismo. Eichmann che il Mossad nel 1960 riesce a «rapire», probabilmente con la complicità della Cia e della stessa Daimler Benz per cui lavorava, e portare in Israele dove sarà condannato a morte.  Ma il mostro del fascismo ha già messo radici in Cile e in Argentina, dove il mondo, compresa la sinistra italiana, dà quasi la sua benedizione ai generali che mettono fine alla sanguinosa battaglia fatta di agguati ed esecuzioni tra Montoneros e Triple A. Ma la medicina è peggiore del male e a migliaia attivisti democratici e progressisti, i loro parenti, gli amici, studenti, professori, sindacalisti, uomini di chiesa (spesso denunciati dai vertici delle loro stesse diocesi) scompaiono, dopo torture scientifiche e terribili, gettati dagli aerei sulle acque dell'Atlantico.  Quella tragedia, come colpa collettiva, rivive tra le righe di Ballestracci, a Rosario, dove la nazionale italiana battendo l'Argentina a Buenos Aires, costringe gli argentini guidati a Kempes. Rosario, che i generali fanno «ripulire» da ogni possibile oppositore, perché agli occhi del mondo tutto deve sembrare perfetto. Si mette così in moto la macchina infernale che stritolerà Stablinski, mentre gli eroi olimpici del rettangolo verde ripuliranno il regime del sangue versato dai generali. Ballestracci si destreggia con sapienza e abilità fra le complesse vicende politiche, coagulando fantasia e realtà senza mai perdere rotta e credibilità, srotolando una storia dopo l'altra, un capitolo dietro l'altro, fino ai giorni nostri e al termine, temuto, di questa «Storia balorda».  La presentazione del libro avverrà stasera sotto l'archivolto della torre civica di Castelfranco,
dalle 21, tra musica, reading di parti del libro e improvvisazione. Il 13 maggio Ballestracci sarà al Salone del libro di Torino, quindi il 19 maggio alla libreria Lovat di Padova e il 20 alla Lovat di Villorba.  Una storia Balorda, di Marco Ballestracci, Instar libri, 180 pagg. €14.

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