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Napolitano a Luvigliano Il presidente con il Fai aprirà Villa dei Vescovi

La data tra il 6 e il 10 giugno. Approvato il progetto per la corte interna, ma non si metterà la trachite

La riapertura è prevista fra il 6 e il 10 giugno. Una data precisa ancora non c'è, ma la ragione è valida: i giorni sono quelli della «disponibilità» del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che dunque verrà: vuole venire. Destino curioso per villa dei Vescovi, a Luvigliano: completata nel 1567 come «buen retiro» degli alti prelati patavini, verrà riaperta sotto gli occhi della massima carica (laica) dello Stato. Chissà se Napolitano troverà il tempo anche di ripassare per Padova.  Qui infatti studiò in gioventù sulle «sudatissime carte» al Tito Livio. Intanto villa dei Vescovi è pronta a riaprire i battenti e, almeno per ora, senza la corte in trachite della discordia, un progetto praticamente già abbandonato. Ovvero quei 400 metri quadrati, portati a 300 poi dalla Soprintendenza, nei quali era previsto un pavimento in trachite. Un tocco di modernità sul quale l'anno scorso si aprì una battaglia che coinvolgeva il Fai (che cura il restauro) e Maria Teresa Olcese, vedova di Vittorio che donò il palazzo dei vescovi nel 2005. Fra passi avanti e retromarce (curioso il bollettino del Fai in cui si vendeva agli iscritti per 200 euro la possibilità di incidere le proprie iniziali sulla pietra, ancor prima dell'approvazione del progetto) ecco l'annuncio: si aprirà senza trachite.  La «corte è rimandata», come spiega il rappresentante padovano del Fai, Giulio Muratori. «Abbiamo dei problemi con i tempi burocratici» spiega Muratori. O meglio, «abbiamo ottenuto il parere positivo sul progetto dell'architetto Domenico Luciani da parte della Soprintendenza e del comitato superiore del ministero dei Beni Culturali: il disegno di Luciani è inattaccabile». Però manca qualcosa. «C'è un ritardo sulla richiesta del parere ambientale, che è stata inoltrata dalla Soprintendenza al Parco dei Colli in maniera inesatta, quindi la procedura si è bloccata». Un intoppo che potrebbe anche non dispiacere. Muratori infatti precisa che il tempo in più sarà preso per dialogare con gli esponenti culturali di Padova e dintorni. «Ci riflettiamo, intanto la corte è solo rimandata - conferma Muratori - così avremo anche il tempo per fare degli approfondimenti, contattando la parte culturale della città». Magari mediando con la commissione provinciale cultura, che nei mesi scorsi non aveva risparmiato dubbi e critiche al progetto. L'architetto Luciani, però, svela uno scenario leggermente diverso: il Fai ha già rinunciato alla trachite, quanto meno nella parte esterna della corte, mentre si tenta di chiudere in tempo per l'area sotto i portici. «Nei quarantadue metri per quarantadue che disegnano il quadrato della corte - spiega - alla fine si è deciso di non mettere trachite, che invece ci sarà solo nel breve tratto vicino alle scale, sotto il portico». Proprio oggi Luciani sarà alla villa, per verificare anche i tempi di sistemazione dell'area sotto il portico. «L'ipotesi è di farcela per l'inaugurazione: i tempi sono stretti, ma cercheremo di fare in fretta». Un'altra mediazione in programma è quella con gli ambientalisti: l'argomento saranno, non a caso, degli alberi che spariranno tutto attorno alla villa. «Sono molto contento che chi è stato chiamato a giudicare - conferma Luciani - abbia convenuto sulla necessità di "denudare» la villa dagli alberi che la circondano, in modo da renderla ben visibile a chi vi accede». Un gioiello del genere va messo ben in mostra, non tenuto nascosto, come fecero i vescovi che fra
il settecento e l'ottocento diedero ordine di ricoprire alcune parti dei dipinti interni, con scene a soggetto mitologico, attribuiti al pittore fiammingo Lambert Sustris. «Il progetto di recupero è molto semplice nella sua concretezza, non c'è più alcuna ragione di discussione» assicura Luciani.

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