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La beffa del fotovoltaico: soldi pagati ma nessun impianto installato

«Striscia» colpisce alla Secur Control di San Donà: a Padova 50 casi. Famiglie e aziende volevano lanciarsi nell'investimento, ma dopo un anno dalla firma non hanno ancora visto un pannello solare i

PADOVA. Sull'onda del fenomeno-fotovoltaico hanno fatto sottoscrivere centinaia di contratti in pochi mesi, riuscendo a vendere impianti da 15 mila euro, da 30 mila euro e anche da 280 mila euro. Famiglie e aziende volevano lanciarsi nel nuovo investimento che coniuga risparmio e produzione di energia pulita. Ma dopo un anno dalla firma del contratto sono in molti a non aver ancora visto un pannello solare sul tetto della propria abitazione. Nel frattempo però i finanziamenti sono stati acce ...

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PADOVA. Sull'onda del fenomeno-fotovoltaico hanno fatto sottoscrivere centinaia di contratti in pochi mesi, riuscendo a vendere impianti da 15 mila euro, da 30 mila euro e anche da 280 mila euro. Famiglie e aziende volevano lanciarsi nel nuovo investimento che coniuga risparmio e produzione di energia pulita. Ma dopo un anno dalla firma del contratto sono in molti a non aver ancora visto un pannello solare sul tetto della propria abitazione. Nel frattempo però i finanziamenti sono stati accesi e c'è anche chi ha già pagato in contanti. Succede a Padova, Treviso, Vicenza, Venezia e Modena.

La beffa è stata raccontata in un servizio di "Striscia la Notizia". Il tg satirico ha sguinzagliato l'inviato Valerio Staffelli, che ha consegnato il tapiro d'oro a Orfeo Granzotto, dirigente della Secur Control di San Donà di Piave, ex presidente e attuale sponsor della squadra di calcio SandonàJesolo. Nel frattempo i clienti beffati hanno iniziato a muoversi per vie legali, nel tentativo di rientrare in possesso del denaro versato come caparra. In provincia di Modena alcuni ex venditori della Secur Control si sono costituiti parte civile insieme ad una trentina di privati per cui il fotovoltaico rimane un sogno.

L'ACCUSA. L'azienda è nata a gennaio 2010 e ha avuto uno sviluppo velocissimo: sono stati assoldati 110 consulenti in tutto il territorio nazionale. Ma è proprio da uno di questi che è partita l'offensiva. «Ho deciso di togliermi perché la situazione stava diventando inaccettabile - evidenzia Aldo Scabbia, di Modena, ex rappresentante dell'azienda - Teoricamente la prassi dovrebbe essere questa: si va dal cliente, si sottoscrive il contratto e poi si lasciano passare 30 giorni per fare tutte le domande. Dopo altri 30 o 40 giorni si inizia a installare l'impianto. Diciamo che nel giro di due mesi tutto dovrebbe essere a regime. In questo modo chi decide di produrre energia pulita paga le rate con la produzione di corrente elettrica. In realtà molti di questi si sono trovati a pagare senza avere l'impianto installato. La beffa è colossale: basti pensare che hanno dovuto restituire 150 mila euro anche al Comune di Venezia».

I CASI. Tra Padova e provincia i clienti della Secur Control sono circa un centinaio. E molti di questi sono ancora a bocca asciutta. Emblematico il caso di Michela Masiero, di Montegrotto: «Abbiamo sottoscritto il contratto a metà luglio 2010 versando due acconti da 8 mila euro - racconta la donna - entro 75 giorni ci avrebbero dovuto contattare ma attualmente non sappiamo ancora che fine ha fatto il nostro impianto. Ci siamo affidati ad un legale e a questo punto stiamo cercando di riavere il denaro versato. Anche perché abbiamo saputo che la nostra richiesta non è mai pervenuta all'Enel». Restando in provincia di Padova c'è il caso dell'azienda di Luca Foscarin (Montagnana) che aveva richiesto un impianto da 75 kilowatt da 280 mila euro, c'è la Cartotecnica di Carmignano di Brenta e poi tanti privati: Emanuele Lorenzin di San Giorgio delle Pertiche, Silvio Nalon di Tavo di Vigodarzere, Luigi e Francesco Meneghetti di Carmignano di Brenta. In provincia di Treviso ci sono: Lorenzo Gomiero di Preganziol, Luciano Caminotto di Motta di Livenza, Mario Minatel di Motta di Livenza, Albino Morello di Cornuda, Franco Benvenuti di Villorba. L'azienda di Romolo Pellizzari di Montebelluna aveva richiesto un impianto da 30 kilowatt del costo di 100 mila euro. Raffica di clienti anche nel veneziano: a Noale, Noventa di Piave e Mogliano. In provincia di Modena spicca il caso della Tex Express di Roberto Caratelli, a Pavullo nel Frignano: voleva ridurre le spese di corrente elettrica della sua azienda e ha pagato quasi 30 mila euro ma non ha ancora visto neppure un pannello.

REPLICA ENEL. «In alcuni mesi centrali dello scorso anno ci sono stati problemi di fornitura dei pannelli legati alla scarsità di materiali a livello mondiale - precisano dall'azienda - Attualmente Enel ha attivato una task force di esperti per affrontare tutte le domande di allacciamento. la Secur Control di San Donà di Piave è ancora un'azienda affiliata a EnelSì. È uno dei partner più affidabili e corretti».

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