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Il cardinale Scola ai musulmani: "Diritto di culto per tutti, ma niente propaganda"

Dopo il caso sollevato dalla sala di preghiera proposta a Grantorto interviene il patriarca di Venezia: "Libertà di religione da rispettare"

PADOVA. ''Il diritto alla libertà di religione o è intero o non è. Quindi non può non essere anche un diritto di culto. Il problema però è giudicare caso per caso: si tratta di vedere con concretezza se c'è dietro  una comunità reale che ha bisogno di questa realtà oppure no''. Lo ha rilevato il patriarca di Venezia, cardinal Angelo Scola, rispondendo a una domanda sulle polemiche legate alla realizzazione di una nuova sala di preghiera per musulmani a Grantorto. Scola era a Padova per l'inaugurazione dell'anno della Facoltà teologica del Triveneto.

''L'utilizzo di queste sale di preghiera - ha aggiunto il patriarca di Venezia - deve essere realmente solo una espressione di culto che viene da questa comunità che deve esistere con un progetto e la chiede. Non deve essere un modo di propaganda di provenienza da paesi mediorientali nella nostra realtà. In secondo luogo deve inserirsi armonicamente nella lunga tradizione cristiana delle nostre terre e può rendere opportuna o inopportuna la scelta di un luogo piuttosto che di un altro''.

Scola non ha voluto invece entrare nel merito della vicenda delle parole espresse dall'assessore veneto Daniele Stival, che nel
corso di una trasmissione televisiva aveva fatto un richiamo all'uso di mitra per il possibile esodo di immigrati dal Nord Africa. Secondo Scola, parlare di quelle che ha definito ''affermazioni sciocche'' non rende ''costruttivi i mezzi di informazione'', non contribuisce a costruire la società.

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