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Due Carrare, muore volando dal cavalcavia
L'automobilista che l'ha urtato: "Sono innocente"

La vittima è Angelo Zeffin, 76 anni, che era a piedi e spingeva due biciclette. Alla guida

della Porsche c'era Francesco De Negri, 28 anni, che ha collaborato ai soccorsi ed è poi risultato positivo all'alcoltest. Racconta che dopo l'incidente l'ha lasciato per qualche minuto per andare a parcheggiare la macchina e al ritorno di non averlo più visto. Indagano i carabinieri di Abano

DUE CARRARE. E' morto dopo un volo di una decina di metri, oltre il guard-rail, giù per la scarpata del cavalcavia, centrato da un'auto mentre spingeva a piedi due biciclette. Angelo Zeffin, 76 anni, agricoltore residente a Due Carrare in via Ca' Erizzo, padre di quattro figli, è morto in una pozza di sangue mercoledì sera, poco dopo le 20, a poca distanza dal casello di Terme Euganee dell'autostrada. Sicuramente è stato colpito dallo specchietto retrovisore di una Porsche, ma su cosa gli abbia davvero procurato la morte ancora non c'è certezza.

Le indagini sono affidate ai carabinieri di Abano. Sotto accusa è finito Francesco De Negri, 28 anni, di Battaglia Terme, che stava andando al lavoro nel vicino ristorante "Letizia" ed era al volante della potente automobile sportiva. Rischia una denuncia per omicidio colposo.

Il giovane, che ha dimostrato di voler collaborare con i carabinieri arrivati sul posto e che è all'alcoltest per quanto di poco è risultato guidare in stato di ebbrezza (0,66 rispetto al limite di 0,50), si dichiara però innocente. Ammette l'urto, ma racconta di non avere alcuna responsabilità sulla morte di Zeffin.

De Negri ai militari ha detto di essersi fermato subito dopo l'incidente. Di essere sceso dall'auto e di aver iniziato una discussione con Zeffin, dolorante al braccio sinistro, perché le biciclette non avevano luci e lui, che non voleva riconoscere il danno allo specchietto, non indossava il giubbino catarifrangente. Dopo qualche minuto, dovendo liberare la strada, ha spostato la Porsche più avanti, in modo che potessero passare altre auto.

Quand'è tornato da Zeffin - è il raccontodi De Negri - non l'ha più trovato. C'erano solo le biciclette. E lui ha aspettato l'arrivo dei carabinieri, che hanno poi trovato l'uomo in fondo alla scarpata, morto. Insomma, potrebbe essere stato travolto da un'auto pirata. Ad avvalorare la sua ricostruzione ci sarebbe

il titolare del ristorante "Letizia", con il quale dice di aver avuto una conversazione telefonica proprio dopo aver parcheggiato l'auto, mentre tornava verso Zeffin.

La Porsche è stata sequestrata e sarà sottoposta a ulteriori rilievi dagli uomini dell'Arma.

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