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Sono tornati i predoni, una spaccata al giorno con il tombino

A Padova e provincia almeno venti colpi negli ultimi venti giorni. Tre colpi in quattro ore nella notte tra sabato e domenica: razziati un autolavaggio all'Arcella e due farmacie a Montà e San Bellino

PADOVA. Ore 1, domenica notte. Via Montà 283/c: un tombino sfascia la vetrina della parafarmacia "Angolo della salute". I ladri scappano con cento euro trovati nel registratore di cassa.

Ore 2,50, stessa notte. Via Bramante 12: un tombino sfascia la vetrata della farmacia comunale (già depredata il 17 gennaio scorso). I ladri, anche da qui, scappano con cento euro trovati nel registratore di cassa.

Passano altre due ore. Via Avanzo 12: i ladri forzano la colonnina dell'autolavaggio del distributore Q8 e fuggono con 600 euro in monetine.

Tre colpi in quattro ore. La città è di nuovo sotto assedio. Ma non solo la città. Negli ultimi venti giorni, infatti, sono almeno una ventina le spaccate con tombini di ghisa lanciati contro le vetrate o i semplici furti messi a segno fra Padova e provincia. Nel mirino bar, farmacie, distributori di benzina, ma anche negozi di abbigliamento o di scarpe.

I ladri, nei locali pubblici e nelle farmacie, cercano soldi contanti, raramente cibo. E per trovarli sfasciano tutto: vetrate, videopoker, cambiamonete, registratori di cassa. I bottini (qualche centinaio di euro di media) quasi sempre non giustificano i danni (migliaia di euro). Costi che gravano sui commercianti, costretti a pagare - nella migliore delle ipotesi - premi assicurativi sempre più pesanti. Ma oltre a quelli di Padova, sono sotto pressione anche i commercianti della cintura urbana a Ovest del capoluogo (Rubano, Selvazzano, Mestrino e Veggiano) e quelli del Piovese, dove a essere depredati sono anche i singoli cittadini, che spesso si svegliano nel cuore della notte trovandosi la casa svaligiata da professionisti del «cilindretto» (abili a smontare la serratura).

Sembra di essere tornati al 2007 quando la città del Santo (ma tutta la provincia di Padova) fu messa letteralmente a ferro e fuoco da "batterie" di predoni dell'Est che misero a dura prova anche polizia e carabinieri. Una di quelle bande riuscì, all'inizio dell'anno, addirittura a svaligiare la profumeria Beghin in piazza Duomo. Uno sfregio nel cuore di Padova che fu riparato dalla Squadra mobile che riuscì a prendere gli autori e a restituire la merce ai Beghin.

Il 2011 non è incominciato diversamente. Dal 14 gennaio a oggi sono state «visitate» la farmacia di Cervarese (tentativo fallito), quella di Villafranca (la dottoressa dormiva all'interno perché il presidio
era di turno), poi in via dell'Ippodromo e quella in via Diaz a Perarolo, in via Zara e in via Montà 110 a Padova. Non si contano più nelle dita delle mani nemmeno le razzie ai bar fra Padova, Mestrino, Abano, Campodarsego, Correzzola, Teolo. Nessun Comune della provincia è esente dal paricolo.

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