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DIRETTA / Operai, studenti e precari contro il modello Marchionne. La Fiom invade Padova

A Padova la manifestazione regionale di metalmeccanici e studenti: concentramento in piazzale stazione e comizio finale in piazza dei Signori. In piazza oltre 20 mila persone.

PADOVA. Fiom-Cgil in piazza per lanciare la sfida al «modello-Fiat-Marchionne e alla precarietà del lavoro dei giovani». Il corteo a Padova parte dalla stazione per arrivare in piazza dei Signori: difficoltà per il traffico e per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici. A mezzogiorno il comizio dei leader sindacali Giorgio Molin, Danilo Barbi (segreteria nazionale Cgil) e Giorgio Cremaschi (dirigente nazionale Fiom).
Alla manifestazione hanno aderito anche la Rete degli studenti medi, l'Unione degli universitari, i Cobas, varie associazioni dei consumatori, i centri sociali del Nordest, i pensionati dello Spi, Rifondazione comunista e numerosi comitati di base.

Ore 13.00. Ecco uno dei passaggi principali del comizio di Giorgio Cremaschi in piazza dei Signori, in cui accusa Marchionne di "fascismo aziendale". ASCOLTA
Ascolta il comizio integrale di Cremaschi: ASCOLTA

Ore 12.30. Cremaschi ha concluso il suo discorso. In piazza si canta "Bella ciao".

Ore 12.20. Cremaschi: "Marchionne ha abolito le elezioni. E c'è una sola parola per definire chi abolisce le elezioni: fascismo. Quello di Marchionne è fascismo aziendale"

Ore 12.15. Cremaschi: "Vogliono condurci alla società del Bunga Bunga. Dove l'uomo diventa merce e lo fa fino in fondo, vendendo persino il suo corpo"

Ore 12.10. Cremaschi in piazza dei Signori: "Questo è uno sciopero unitario, perchè tanti della Cisl e della Uil sono rimasti a casa, ascoltando la voce della coscienza e non le chiacchiere vergognose di Bonanni e Angeletti".

Ore 12.05. Per Giorgio Cremaschi ''la Lega ha tradito l'ispirazione popolare e si è piegata alla volontà dei super ricchi''. Parlando a Padova in Piazza dei Signori, a conclusione del lungo corteo Fiom, Cremaschi ha detto che ''la Lega aveva intercettato nel Veneto le problematiche e le difficoltà del mondo del lavoro, ma ora si è piegata a Marchionne, il massimo rappresentante delle multinazionali''. Il Carroccio, ha proseguito, ''dice di non voler diventare come i cinesi, ma accetta che poi si lavori come in Cina, come in Tunisia prima della rivolta''.

Ore 12.00. La piazza sta interrompendo spesso i leader sindacali che parlano, chiedendo a gran voce lo sciopero generale.

Ore 11.50. Si seguono gli interventi sul palco, in attesa di quello conclusivo di Giorgio Cremaschi. Tra gli altri sono intervenuti anche un operaio delle Terme di Galzignano, che stanno chiudendo, la rappresentante dei centri sociali Wilma Mazza, e un delegato Fiom immigrato. Dal palco anche la "Filastrocca dell'operaio", recitata dalla delegata Fiom di Piove di Sacco Gigliola Dalla Libera: ASCOLTA

Ore 11.35. ''La Fiat si sta avviando verso una deriva fascista e autoritaria perché impedisce la libertà sindacale''. Così Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale Fiom-Cgil, parlando con i giornalisti, e chiede ''che il sindacato proclami lo sciopero generale per tutti i lavoratori italiani come svolta conflittuale per aprire nel paese una fase nuova. Questo è quanto ci chiedono oggi i metalmeccanici, gli studenti, i precari che stanno manifestando nelle piazze d'Italia''.

Ore 11.20. Dal palco il segretario della Fiom di Padova, Antonio Silvestri: "C'è una via per uscire dalla crisi e questa piazza dimostra che ci sono persone che ci credono e che vogliono farlo senza perdere i diritti. Qui c'è chi lotta per il lavoro e per i diritti. Noi non ci staremo mai a barattare il lavoro con i diritti: è un ricatto che non ci appartiene. Rivendichiamo la dignità di chi lavora e il rispetto della costituzione, che non possono restare fuori dai cancelli della fabbriche".

Ore 11.10. All'interno del corteo anche uno spezzone dei centri sociali del Nordest. GUARDA IL VIDEO

Ore 11.05. Difficile ricordare a Padova una piazza dei Signori così piena. E' arrivata a destinazione circa la metà del corteo. Grande partecipazione dei veneziani, soprattutto della Fincantieri e della Electrolux.

Ore 11.00. Il corteo è aperto dallo striscione ''Da Pomigliano a Mirafiori il lavoro e' un bene comune - difendiamo ovunque contratto e diritti''. La manifestazione è animata tra l'altro da canzoni rasta suonate dagli altoparlanti dei centri sociali, ma anche da "Bella Ciao", Guccini e melodie di Ivan Della Mea, patrimonio musicale della sinistra degli anni '70, cantate dalle donne della Cgil.

Ore 10.50. Ecco le prime immagini del corteo che sta sfilando per il centro cittadino. GUARDA IL VIDEO

Ore 10.40. La testa del corteo è arrivata in piazza dei Signori. Il lungo serprentone però si snoda ancora fino a viale Codalunga.

Ore 10.30.
Nel corteo anche un gruppo di scrittori, che protesta contro le affermazioni dell'assessore regionale Donazzan che vuole mettere al bando i libri di chi ha firmato nel 2004 l'appello per Cesare Battisti. Lo scrittore Massimo Carlotto spiega: "Giusto essere qui". ASCOLTA L'AUDIO

Ore 10.20. E' partito da Mestre con un forte ritardo il treno Venezia-Padova per il controllo del personale dei biglietti di circa 150 esponenti dei centri sociali del Nordest diretti alla manifestazione della Fiom a Padova. Ma stavolta, ha spiega Luca Casarini, tornato dopo un periodo di assenza come portavoce dei centri sociali, tutti i disobbedienti avevano il biglietto.

Ore 10.15. Parla dal corteo il segretario provinciale della Cgil Andrea Castagna: "Siamo qui per impedire che il modello Marchionne sia esportato in tutto il mondo del lavoro. Assieme a noi si uniscono quelli che in questi mesi hanno criticato le politiche del governo: dagli studenti con la riforma Gelmini, ai precari, agli immigrati". ASCOLTA L'AUDIO

Ore 10.00. Da viale Codalunga la testa del corteo sta raggiungendo via Giotto. Oltre alla Cgil è molto numeroso lo spezzone degli studenti universitari. Presente anche un nutrito drappello di immigrati che protestano con cartelli che chiedono più diritti e più lavoro. All'interno del corteo si usa qualsiasi cosa faccia rumore: dalle trombe da stadio ai tamburi. A garantire la sicurezza il servizio d'ordine della Cgil.

Ore 9.30. Il corteo padovano è partito in direzione piazza dei Signori. Gli ultimi manifestanti però stanno ancora arrivando in stazione. Tanta gente e molte bandiere rosse della Fiom e della Cgil. Traffico bloccato in viale Codalunga

Ore 9.00. Padova accoglie il corteo della Fiom con un timido sole invernale. La temperatura oscilla poco al di sotto dei 10 gradi.
Da tutto il Veneto i pullman stanno convergendo verso la stazione, mentre da Mestre è in arrivo un treno speciale. Il traffico sta soffrendo: in tutti gli accessi verso il centro si registrano code e rallentamenti.

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