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Ricostruzione a L'Aquila, indagata anche la presidente della Fip di Selvazzano

Donatella Chiarotto e altre cinque persone sotto inchiesta per forniture da 4 milioni. L'ipotesi di reato è frode e turbativa d'asta. L'azienda avrebbe fornito alla Protezione civile 2.472 isolatori sismici senza avere la necessaria certificazione, arrivata solo a consegna ultimata

SELVAZZANO. C'è anche la padovana Donatella Chiarotto, 48 anni, fra le sei persone indagate dalla Procura dell'Aquila per i reati di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d'asta, nell'ambito dell'inchiesta sugli isolatori sismici adottati per le abitazioni del progetto «Case», il piano che prevede la costruzione di «Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili» nel Comune di L'Aquila. Secondo l'accusa, la Fip avrebbe fornito al Dipartimento della Protezione civile 2.472 isolatori sismici (per un importo di 4.380.996,14 euro) senza aver la necessaria certificazione, arrivata soltanto a consegna ultimata.

Donatella Chiarotto, presidente della Fip di Selvazzano Dentro (azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie di protezione e rinforzo delle opere di ingegneria in genere) è figlia di Romeo Chiarotto, 80 anni, industriale di lungo corso e a capo del gruppo Chiarotto, nel cui portafoglio ci sono proprio la Fip di Selvazzano (fondata nel 1945 dal commendatore Attilio Daciano Colbachini e venduta alla famiglia Chiarotto nel 1956) e la Ing. Enzo Mantovani, azienda acquistata nel 1987 (ora presieduta dall'ingegner Piergiorgio Baita) e in prima fila nella costruzione del «Mose» (ma non solo) a Venezia. Laureata in Ingegneria civile, Donatella Chiarotto è diventata presidente del consiglio di amministrazione Fip dopo aver maturato le sue prime esperienze proprio nell'azienda di famiglia. «Sotto la sua guida - si legge nel sito - la Fip ha aumentato la propria espansione verso i mercati esteri ed è leader indiscussa nel mercato italiano, nella realizzazione di sistemi antisismici».

Nel 2008 Donatella Chiarotto è stata anche premiata come imprenditrice dell'anno «per essere riuscita - si legge nella motivazione - a progettare e realizzare prodotti e tecnologie sempre all'avanguardia nel campo dell'ingegneria civile, che hanno portato la società a ricoprire una posizione di leader in Italia e all'estero in un settore di nicchia quale la progettazione e produzione di dispositivi strutturali in particolare quelli antisismici».

Insieme all'imprenditrice, che è residente a Treviso in via San Pelaio 1/a, risultano indagati Mauro Dolce, 57 anni, di Roma, responsabile unico del procedimento per il progetto «Case» al Dipartimento della Protezione civile; Gian Michele Calvi, 53 anni, docente all'Università di Pavia nonché direttore dei lavori del progetto «Case»; Michel Bruno Dupety, 54 anni, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa (una delle ditte fornitrici); Marioni Agostino, amministratore della Alga Spa; Mauro Scaramuzza, 52 anni, residente a Mestre in via Terraglietto 17/b, amministratore delegato della Fip di Selvazzano. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati alle parti venerdì pomeriggio dopo l'accoglimento, da parte del Gip, dell'incidente probatorio richiesto dal Pm titolare dell'inchiesta (il sostituto Fabio Picuti) per chiarire alcuni aspetti relativi al funzionamento dei 4.896 isolatori sismici a pendolo.

Secondo l'accusa, infatti, tali isolatori sarebbero stati, al momento della fornitura e del montaggio, privi dei necessari certificati di omologazione e qualificazione del servizio da parte del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Per il pubblico ministero, Calvi e Dolce pur consapevoli della mancanza delle certificazioni avrebbero accettato gli isolatori e avrebbero dato il via al montaggio, venendo meno ai loro doveri di controllo. La perizia richiesta dal Pm Picuti servirà ad accertare l'esatta tipologia di isolatori che sono stati montati nelle 19 aree del progetto «Case», il materiale utilizzato e se idonei per gli scopi per i quali sono stati sistemati.

Nell'ambito del filone d'inchiesta la Procura dell'Aquila ha individuato nella Presidenza del Consiglio dei ministri, nella Protezione civile, nella Regione Abruzzo e nel Comune dell'Aquila le parti lese. L'indagine è partita da un esposto di una ditta esclusa dalle forniture. Fino a due giorni fa il fascicolo era ancora a carico di ignoti, la svolta c'è stata nelle ultime ore, quando la Procura ha definitivamente circoscritto e individuato gli indagati.

L'azienda è stata prosciolta. Il sostituto procuratore della Repubblica dell'Aquila Fabio Picuti, a seguito della consulenza disposta dal Gip, ha chiuso le indagini preliminari scagionando Donatella Chiarotto, presidente della Fip e Mauro Scaramuzza, amministratore delegato dell'azienda, indagati nell'ambito del filone d'inchiesta sugli isolatori sismici sistemati nlle

abitazioni provvisorie post-terremoto. Gli isolatori forniti da Fip infatti sono risultati assolutamente affidabili, rispondendo puntuali alle ulteriori prove di collaudo e verifiche.
 

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