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Ristoratori padovani contro Zaia: "Basta cene al ristorante cinese"

E' polemica per l'assidua frequentazione del governatore del Veneto al "Wok-sushi" di Cadoneghe: locale simbolo del "low cost" cinese, dove si mangia con 10 euro. "Scelta discutibile"

PADOVA. Al ristorante cinese ha trascorso anche la sera di Capodanno. E' polemica sul governatore leghista del Veneto Luca Zaia, accusato dai ristoratori padovani di preferire la cucina "low cost" orientale a quella tradizionale, nonostante si batta per la difesa dell'agricoltura e dei prodotti locali.

"Con perplessità e discutibilità abbiamo mal digerito la foto apparsa sul mattino che ritrae il governatore Zaia con l'amico Marco Hu Lishuang nella serata di Capodanno al ristorante Wok-sushi - spiegano i ristoratori in una lettera inviata al mattino che domani sarà pubblicata integralmente dal giornale - Con quale soddisfazione il governatore si batte in difesa dei saporiti prodotti veneti?".

Qualità, attenzione al territorio, accoglienza del cliente: tutte caratteristiche che i cuochi padovani rivendicano dalla loro parte contro la concorrenza dei ristoranti cinesi. "I prezzi che pratichiamo sono lo specchio dell'equità e dell'onesta - spiegano - E siamo soggetti agli studi di settore con dei parametri ben definiti per i giusti ricarichi".

"Invitiamo poi il Governatore Luca Zaia a frequentare pure i nostri locali - concludono i ristoratori - Assieme al calore familiare e a eleganti tavoli (non striminziti e non self service) il governatore troverà e degusterà vini e cibi con prodotti della nostra meravigliosa agricoltura, di quella terra che è anche la sua, con accattivanti ricette non di importazione".

La lettera di protesta, con nomi e cognomi e indirizzi dei ristoranti, è stata inviata anche al presidente Zaia e all'Appe, l'associazione che tutela i pubblici esercizi (leggi l' intervento ). Si tratta del "Cancelletto" di Camin, delle trattorie Berton e Ai Porteghi di Padova, del ristorante Palestro29, della trattoria Tunnel di Busa di Vigonza, del ristorante Bastione di Bastia di Rovolon, dell'antica trattorio da Dorio di Vigodarzere e del "Di...vino" di Villatora di Saonara.

Il governatore veneto ha deciso di rispondere a stretto giro di posta con un'altra lettera. "Mi pare che ciò che mi state chiedendo è di giustificare un mio spazio familiare, nel quale ho accettato l'invito di un gruppo di amici che, non per il veglione di Capodanno, ma il giorno dopo, per cena, mi avevano chiesto di partecipare ad un momento conviviale - scrive Zaia ai ristoratori - Ero stato da Marco quattro anni e mezzo fa, per l'inaugurazione del suo locale. Nel frattempo, e ve lo dico solo di sfuggita, diverse volte a settimana
frequento ristoranti che hanno fatto della cucina veneta il proprio point of difference, giusto per utilizzare il gergo delle agenzie di pubblicità. E come ministro ho applicato la "tolleranza zero" contro i prodotti etnici arrivati in Italia per minacciare la salute dei consumatori".

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