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Allarme Bacchiglione, Natale tra pioggia e paura
230 sfollati a Bovolenta e a Cervarese

Una notte di Natale con la paura del Bacchiglione. A Bovolenta 230 persone costrette ad abbandonare le case: il fiume tracima in un'area golenale. Il mare non riceve: adesso c'è timore per il Fratta-Gorzone

PADOVA. Sono 230 le persone che hanno dovuto lasciare le loro case a Bovolenta nella notte di Natale a causa della paura per l'esondazione del Bacchiglione. Esondazione che alle 4 di notte è avvenuta, ma l'acqua si è fortunatamente fermata in un'area golenale, dove c'erano poche case. E gli argini, nonostante lo stress cui sono stati sottooposti negli ultimi mesi, hanno retto.

Aggiornamento alle 21.00. Gli sfollati di Bovolenta, circa 230 persone, dovranno trascorrere anche la prossima notte fuori casa. Lo conferma il sindaco Vittorio Meneghello: "L'emergenza finirà presumibilmente alle 14 di domani", spiega annunciando che firmerà il rientro a casa degli sfollati solo con l'abbassamento di un metro del livello del fiume. Il primo cittadino oggi ha pranzato con i suoi concittadini ospitati al centro anziani di Polverara. "Ringrazio il sindaco e il vicesindaco di Polverara che si sono accollati le spese per il pranzo di Natale - ha raccontato - Non auguro a nessuno due mesi di stress come quelli appena passati. Quello che è successo deve essere un monito per chi governa. I sindaci devono fare fronte comune e se non ci danno i finanziamenti necessari a rimettere tutto a posto proporrò ai miei colleghi di ridare la fascia al prefetto e rimettere il mandato".

Aggiornamento alle 20.00. I fiumi non calano, perciò la Bassa continua a essere a rischio. A preoccupare la Protezione civile e i Vigile del fuoco adesso è il Fratta, il canale che collega il Frassine al Brenta. A rischio sono soprattutto i territori di Due Carrare e di Cartura.
Ecco la situazione descritta nell'avviso del Centro funzionale regionale: "Si segnala una situazione particolarmente gravosa lungo l‘asta del fiume Fratta dove nelle ultime ore un effettivo prolungarsi di elevati livelli idrometrici e il mancato deflusso delle acque delle reti idrauliche sia primaria che secondaria, ha determinato il generarsi di criticità idraulica elevata, peraltro riscontrata anche nella zona del basso Bacchiglione. Per le prossime ore, sempre secondo il Centro regionale, "Si attendono ulteriori incrementi di livello lungo l’asta del fiume Fratta con possibilità di puntuali sormonti arginali". Tutti i sindaci dei paesi attraversati dal canale sono stati allertati dalla prefettura. Le stazioni dei carabinieri resteranno aperte 24 ore su 24.
Anche il canale Bisatto continua a essere molto alto. Qualche allagamento c'è stato nel pomeriggio in via Ortazzo a Battaglia Terme
Situazione difficile anche a Montegrotto, dove passa il canale Rio Alto, che nel pomeriggio è esondato allagando un sottopasso, che è stato chiuso. Si è avuta anche la saturazione del sistema fognario e quindi ci sono preoblemi di rigurgiti dai tombini,

Aggiornamento alle 17.30. "Ho appena fatto il punto con i tecnici - spiega il vicesindaco Ivo Rossi - per quanto riguarda la città di Padova a parte qualche infiltrazione d'acqua all'impianto sportivo dell'Aeronautica, non si registrano altri danni. La situazione di Bovolenta rimane delicata per le prossime ore. Il Bacchiglione con il livello così alto impedisce lo scarico del canale Cagnola creando qualche apprensione anche nella zona di Montegrotto".

Aggiornamento alle 17.00. Chiusi i ponti a Este: in quello di San Francesco e alla Porta Vecchia si passa solo a piedi.

Aggiornamento alle 16.00. Il fiume Gorzone ha tracimato a Santa Maria d'Adige, frazione di Vescovana. Allagate alcune aree golenali, fortunatamente senza abitazioni. Tra gli abitanti c'è comunque preoccupazione.
Il mare, data l'alta marea, fa fatica a ricevere. Per questo il livello del Bacchiglione non cala. I comuni di Polverare, Ponte San Nicolò e Casalserugo hanno perciò chiuso le strade arginali. Più che un reale pericolo però la misura serve a scoraggiare anche le decine di curiosi che salgono sugli argini per osservare il fiume in piena.
In città, il Bacchiglione è tracimato anche alla Paltana: la zona degliimpianti sportivi della Rari Nantes è stata invasa dall'acqua a causa di un "rigurgito fognario". L'allagamento, comunque, è in misura nettamente minore rispetto a quanto avvenuto il 1 novembre. Sono al lavoro le idrovore dei Vigili del Fuoco.

Aggiornamento alle 10.00. E' stata una notte di paura e tensione a Bovolenta, paese a sud di Padova, iniziata con l'annullamento della Messa di Mezzanotte e la decisione, presa dal sindaco Vittorio Meneghello dopo essersi consultato con il prefetto e con gli esperti del Geniocivile, di evacuare una parte del paese. Attorno alle 23 nel piazzale del paese sono arrivati 3 pullman della polizia per accompagnare gli sfollati, ma gli abitanti non hanno voluto lasciare le loro case. Hanno preferito aspettare guardando con attenzione il fiume che man mano si ingrossava.

Alle 4 della notte di Natale sono stati evacuati 30 persone, soprattuttto anziani e persone sole, che sono state portate al centro anziani di Polverara, dove passeranno il Natale. Altre 200 persone hanno preferito andare autonomamente da parenti e amici.

E dopo pochi minuti il fiumme ha tracimato. Per mezzora si è rivissuto l'incubo del 1 novembre: l'acqua ha riempito un'area golenale in cui c'erano alcune case. Ma dopo poco il livello dell'acqua è lentamente sceso e rientrato negli argini, che hanno retto.

Tre persone sono state evacuate anche a Cervarese Santa Croce. La piena ha avuto il
suo massimo poco dopo le 4, fermandosi 20 centimetri più in basso dellivello raggiunto il 1 novembre. Adesso il livello del Bacchiglione sta calando e entro sera l'emergenza sarà passata.

I carabinieri hanno messo in strada alcune pattuglie anti-sciacalli, per sorvegliare le case vuote.

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