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Paesi discriminati, protesta il Pdl

Fa scandalo il caso di Carceri, amministrato dalla Lega, mentre Maserà è finito in fondo alla lista

PADOVA. La decisione salomonica del presidente Zaia, di dividere i Comuni in quattro fasce sulla base di tutti i danni dichiarati, sta provocando una nuova rivolta dei sindaci. In cima alla lista, fascia 30% con anticipo di 1.674.000 euro, sono finiti Comuni come Selvazzano che hanno denunciato danni ad opere pubbliche per 5 milioni di euro, ma dove una sola famiglia risulta essere stata allagata. In compenso altri Comuni come Maserà, dove una quarantina di famiglie sono finite sott'acqua, è in fascia 15%, con un anticipio di 119.000 euro.

C'è di peggio: nella fascia 30% è inserito per ultimo il comunello padovano di Carceri che incassa un anticipo di 604.500 euro, a fronte di danni esclusivamente ad opere pubbliche. Ma Carceri non risulta aver mai presentato richieste di danni al "soggetto attuatore" nominato dal commissario per l'alluvione, che è la Provincia di Padova. Come mai?

In mancanza di spiegazioni, fioriscono le ipotesi: si fa presente che Carceri è l'unico Comune della Bassa padovana con una giunta interamente formata da leghisti. Non a caso a Carceri si accampò la Guardia Padana spedita dalla Lega lombarda in aiuto agli alluvionati, benché nessuno a Carceri abbia visto gente sott'acqua.

Vicenda Carceri a parte, ci si chiede se non era il caso, almeno in questa prima fase, di scorporare le richieste degli enti pubblici da quelle delle famiglie e delle aziende, se non altro per evitare odiose differenze di trattamento. L'irritazione a Padova è tale che ieri si parlava di una conferenza stampa, forse già convocata per oggi dalla presidente della Provincia Barbara Degani, per denunciare queste anomalie.

La cifra precisa utilizzata dal commissario di governo per l'acconto natalizio è di 105 milioni di euro: il 35% pari a 36.882.000 di euro, va a Padova; Vicenza è sopra con un totale di 47 milioni di euro; segue Verona con 15; e via scendendo. Che il criterio usato per stabilire l'acconto sia rapportato unicamente alla cifra complessiva dei danni presentata dal Comune, appare fuori discussione. Per restare nel Padovanio, il Comune di Casalserugo, uno dei più danneggiati, ha dichiarato 46.285.000 euro di danni; Saletto ha dichiarati 17.228.000 euro; Veggiano poco più di 13 milioni; Bovolenta poco meno, 12,285; Ponte San Nicolò 7,992. Tutti questi Comuni incassano un anticipo che è pari al 30% della cifra dichiarata.

Nella soglia del 15% c'è Maserà, un altro dei Comuni padovani più colpiti, che ha presentato una richiesta di 224.000 euro per danni subìti da una quarantina di famiglie; 86.000 euro per danni subìti dalle aziende; cifre diverse per danni ad opere pubbliche. Totale 799.000 euro. Essendo finito in fascia 15% incassa un anticipo di 119.000 euro. Al contrario, Selvazzano ha lamentato danni a proprietà pubbliche per oltre 5 milioni ma solo per 72.000 euro a famiglie alluvinate (non è chiaro se siano state 3 o addirittura una soltanto). Essendo finito in fascia
30% può concedere alle famiglie alluvionate, tre o una che siano, un anticipo del 30%; mentre Maserà, che ne ha una quarantina, può pagare solo il 15% di anticipo. E' evidente la disparità di trattamento, che si sarebbe potuta evitare scorporando le opere pubbliche. Questo è il lamento generale.

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