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Nomine regionali, "Chicco" Pepe da Aps alla direzione dell'Arpav

La scelta del dirigente della multiutility e capogruppo del Pdl in Provincia di Padova è della giunta regionale e deve essere ratificata dal Consiglio. Oltre 40 candidati. Protestano le opposizioni

PADOVA. Sarà Carlo Emanuele Pepe, per tutti Chicco, a raccogliere la scomoda eredità di Andrea Drago alla direzione dell'Arpav, dopo i sei mesi di "commissariamento" a guida del dirigente regionale Mariano Carraro. La nomina di Pepe per la carica retribuita con uno stipendio di 154 mila euro annui, è stata deliberata martedì dalla giunta regionale.

Ma si tratta di forma, non di sostanza. Anche se Pepe, 46 anni e capogruppo Pdl in Provincia di Padova (dov'è arrivato alla terza legislatura consecutiva), tira il freno a mano. «Aspetterò la decisione del Consiglio regionale, che sulla questione è sovrano».

La scelta è chiara: fra oltre 40 candidati che avevano i requisiti necessari toccherà a Pepe dirigere l'Agenzia regionale per l'Ambiente. «Sono contento, i titoli li avevo. E anche gli attestati di stima che ho ricevuto mi hanno fatto piacere».

Alla selezione ha partecipato anche lo stesso Drago, oltre ad altri tecnici della Regione e a figure imprenditoriali provenienti da aziende private. Ma la scelta dell'esponente del Pdl aveva dalla sua, oltre la spinta decisiva della volontà politica, anche un'esperienza nel settore di tutto rispetto. Per una volta politica e capacità, quindi, sono andate a braccetto. Infatti Pepe ha sempre lavorato in campo ambientale: negli ultimi dieci anni prima come direttore «strategie per lo sviluppo» di Aps, poi come dirigente per l'«ambiente estero» dopo la fusione con Acegas.

Sulla questione della multiutility in parte padovana si trova il primo scoglio da superare: Arpav di fatto dovrebbe supervisionare anche le emissioni e i lavori di Acegas-Aps. «Se arriverà la conferma, prenderò i miei libri dallo scaffale e lascerò l'azienda padovano-triestina», taglia la testa al toro Pepe. Non si può essere controllori e controllati nello stesso momento. «Non mi passa neanche per l'anticamera del cervello», conferma il futuro direttore.

Pepe vanta un curriculum di tutto rispetto: laurea in Scienze politiche nel 1989 con una tesi, guarda caso, su «Il problema della protezione dell'ambiente: Leggi ed implicazioni socio-economiche». Subito dopo esperienze in un'azienda di Marghera, per sette anni, alle acciaierie Falck di Milano («Dove ho conosciuto il mitico patron Alberto, scomparso in un incidente nel 2003») e alla Tecno-Bonifiche di Parma. E ora la direzione dell'ente commissariato già dal luglio scorso, che ha un «buco» di bilancio di circa 15 milioni di euro al vaglio della magistratura, la quale ha già condannato lo scorso novembre i vertici dell'azienda per «aver beneficiato di premi di produttività corrisposti senza alcuna motivazione verificabile». E con il nodo della nuova sede regionale, sospesa fra Padova città e l'ipotesi di Battaglia Terme, da sciogliere.

Il curriculum di Pepe e in particolare il fatto che sia dirigente di AcegasAps, comunque, suscita l'indignazione delle opposizioni.  «Questa nomina aprirebbe un conflitto di interessi - va giù duro Antonino Pipitone, dell'Italia dei Valori - non da poco, noi non ci stiamo. Va tenuto presente, per esempio, che l'Arpav è l'unico ente che può controllare le emissioni dell'inceneritore di proprietà di Aps. Porremo la questione in Consiglio regionale e chiederemo di trovare un'altra persona idonea».

Da parte sua l'assessore regionale all'Ambiente, il leghista Maurizio Conte, si dice soddisfatto («Pepe è una apersona che stimo e ci sarà grande collaborazione») e riconosce
la valenza politica della nomina: «La proposta spettava al Pdl ed è stata subito accettata». Nessuna pretesa da parte della Lega Nord. «Anzi, abbiamo scelto di alternare: dove l'assessorato è leghista, il posto lo lasciamo alla maggioranza».

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