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La Sovrintendenza ha concesso il parere positivo all'operazione

Monselice, arriva il sì alle richieste dell'Italcementi. La vita dell’impianto accorciata da 30 a 28 anni

MONSELICE. Atteso ormai da settimane, considerato da più parti come la svolta, in un senso o nell'altro, per il destino del revamping Italcementi, ieri è arrivato il parere del Soprintendente Ugo Soragni. Parere di segno positivo, ma con alcune prescrizioni.

La principale è la riduzione della durata di vita dell'impianto, rispetto ai 30 anni fissati nella convenzione tra Parco, Comune di Monselice e Italcementi. La convenzione prevedeva 30 anni di attività, preceduti da 3 anni di tempo per effettuare i lavori del revamping e seguiti dalla bonifica. Nel dare l'assenso al progetto di revamping, invece, il Soprintendente ha posto prescrizioni maggiormente restrittive. Il parere rilasciato ieri prevede infatti che i 30 anni siano comprensivi anche della successiva bonifica.

In pratica, dopo i 3 anni stimati per la realizzazione del revamping, dalla messa in funzione del nuovo impianto seguiranno altri 28 anni di attività. Poi dovranno iniziare le operazioni di bonifica e rimessa in pristino, con lo smantellamento del sito produttivo, che dovranno concludersi entro 2 anni. Le prescrizioni del Soprintendente sono in tutto tre. Un'altra riguarda gli eventuali ritrovamenti archeologici, che dovranno essere comunicati alla Soprintendenza. L'ultima è sulla riduzione dell'impatto attraverso piantumazioni arboree. Il parere specifica dove piantare gli alberi ad alto fusto, ci dovranno essere almeno 300 piante per ettaro (come previsto dalla convenzione).

Il parere positivo del Soprintendente riguarda naturalmente l'ultimo progetto presentato da Italcementi, quello con la torre da 89 metri (e non più da 110 com'era nella prima versione del revamping). Ora ne prenderà atto la commissione provinciale Via, e a questo punto appare quasi scontato l'esito positivo della procedura. A breve ci sarà anche la presa d'atto del parere paesaggistico positivo, con la firma sull'autorizzazione paesaggistica da parte della presidente del Parco, Chiara Matteazzi.

Dal fronte contrario al revamping, è amaro il commento del sindaco di Baone, Francesco Corso. «Il Parco ha spianato la strada al parere della Soprintendenza - osserva - perché mi pare di capire che abbia concesso il suo parere favorevole grazie alla convenzione del Parco. A questo punto il Parco non si occupa più di attuale il Piano Ambientale, ma fa qualcosa di diverso». Nel merito della convenzione, sono due i punti che Corso contesta: «Se l'ammortamento dell'investimento, a detta del direttore tecnico Italcementi, viene effettuato nel
giro di 7-8 anni, avrei capito concederne 15. Che senso ha regalare il doppio? Poi bisognava almeno chiedere di adeguarsi ai limiti di emissione degli inceneritori, per la salute dei cittadini del Parco».

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